14 novembre 2019

Nord-Est

Tortura e violenta la baby sitter con la complicità della moglie, terzo arresto per un 31enne

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Dovrà rispondere di un'altra violenza sessuale, la terza, il veronese di 31 anni accusato di aver violentato una baby-sitter, insieme alla complicità della moglie, lo scorso gennaio nella zona di Poiano, nel veronese. All'uomo, in carcere a Trento, è stata notificata una terza ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale, sequestro di persona e tortura.

 

Il nuovo fatto emerso dalle indagini, e contestato al 31enne, è di aver costretto una giovane donna a spogliarsi nuda e di averla obbligata a fare la verticale, appoggiandosi ad un tronco di un albero, forzandola poi a rapporti sessuali. Tutta la scena è stata ripresa dal cellulare: le immagini servivano per ricattare la vittima, così come era accaduto per un altro video scoperto dalla Polizia nel cellulare dell' indagato.

 

Le indagini della Squadra mobile partirono dopo la denuncia della prima baby-sitter, che aveva denunciato di essere stata violentata lo scorso 12 gennaio.

 

Marito e moglie avevano contattato la ragazza attraverso Fb con la scusa di cercare una baby-sitter. Dalle immagini dello smartphone sequestrato alla coppia gli agenti della Mobile scaligera hanno trovato due video registrati rispettivamente il 28 dicembre e l'11 gennaio. Nel primo una ragazza, con lo stratagemma della richiesta di sigarette, è stata portata in un campo, costretta a spogliarsi e a bere sostanze alcoliche per combattere il freddo, picchiata, torturata e violentata. In quel caso è scattata una seconda ordinanza di custodia cautelare per la coppia. Poi l'episodio che ha portato alla terza ordinanza di custodia cautelare, solo per l'uomo che ha attirato la vittima con un annuncio on line per ricerca di una baby sitter.

 

"A differenza della denuncia che ha portato al primo arresto - ha spiegato Roberto Di Benedetto, dirigente della Squadra mobile -, le vittime degli altri due episodi non hanno denunciato nulla. Considerati tre casi con lo stesso modus operandi così ravvicinati nel tempo, è legittimo il sospetto che si tratti di una coppia seriale". "Quindi - ha concluso - rinnoviamo l'appello ad eventuali altre vittime, che forse per paura delle minacce o per vergogna, non hanno fatto denuncia, a presentarsi nei nostri uffici". Il 31enne lo scorso maggio era finito al centro anche di un altro caso eclatante di cronaca: a Trieste era stato minacciato con una katana da un uomo di 37 anni. Il veronese si era fatto accompagnare in auto dalla moglie e dal figlioletto di quest'ultima; una volta arrivati nel capoluogo giuliano lo avevano atteso in macchina mentre lui, con grande serenità, consumava un rapporto sessuale nell'appartamento di una escort. Ma la "tranquillità" fu interrotta dall'irruzione del fidanzato 37enne della prostituta che, armato di spada giapponese era entrato nella stanza perchè non aveva pagato la somma pattuita. La procura di Trieste ha aperto un fascicolo anche per questo caso.

 

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