20 settembre 2019

Vittorio Veneto

Tosap ex ospedale, Saltini: «Non me ne sono interessata»

E scoppia la polemica in consiglio comunale

Claudia Borsoi | commenti | (9) |

VITTORIO VENETO – La questione Tosap – le minoranze da anni sostengono un mancato versamento nelle casse comunali di 150 mila euro circa da parte dell’impresa Camerin per l’occupazione del suolo pubblico in occasione dei lavori di ristrutturazione dell’ex ospedale di Serravalle – ha animato ancora una volta la discussione in consiglio comunale.

 

A dare il “la” una domanda rivolta a Barbara Saltini da Giorgio De Bastiani (Lista civica) che voleva avere delucidazioni in merito alla questione legale aperta sulla questione. L’amministratore unico della Vittorio Veneto Servizi spa, società che fino al 31 dicembre 2012 era titolare del servizio di riscossione della Tosap, ha risposta in aula: «In piena sincerità non me ne sono occupata, non era tra le mie priorità». «Non è che le sia stato ordinato di non occuparsene?» l'attacco di Alessandro De Bastiani (Pd). «Non ho mai ricevuto ordini né dal sindaco nè da altri – la secca replica di Saltini -. Il 1° gennaio tutto, compresi i pregressi, è stato trasferito ad Abaco, attuale gestore del servizio Tosap».

 

Perplesso il consigliere Giuseppe Costa (Pd): «Come amministratore unico ha l’obbligo di continuità. Chiedo di poter vedere il verbale di consegna attività all’Abaco». «Il mandare in prescrizione queste imposte – ha aggiunto Adriano Botteon (Pd) – è stato un regalo fatto all’impresa Camerin».

 

Sulla questione è intervenuto anche il revisore dei conti della Vittorio Veneto Servizi spa: «Fino al 31 dicembre la società ha fatto il suo lavoro e le cose rimaste aperte sono state passate al nuovo gestore». Da Re ha chiuso ricordando come i due pareri legali chiesti dal comune, oltre a quello disposto da Abaco, abbiano evidenziato come il pagamento di quella Tosap non fosse dovuta. Parole che non hanno però convinto le minoranze.

 



Claudia Borsoi

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Con grande onestà la Saltini afferma: "non me ne sono interessata" e non che "la cosa non mi competeva". Non capisco lo stupore delle opposizioni. I politici (di tutti i partiti) lottizzano appositamente i consigli di amministrazione delle "partecipate" con proprio personale. Di tale personale ciò che conta NON è la competenza ma la fedeltà al partito che li sponsorizza. In questo modo i delegati si interessano o NON si interessano solo di ciò che interessa o NON interessa al partito-sponsor. Anche per questo l'Italia va a rotoli.

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Caro Michele, è quanto meno singolare che tu mi ritenga onesta per aver affermato che della questione in oggetto non mi ero interessata e non che non mi competesse e subito dopo mi accusi di essere una sorta di "yes woman" (quindi disonesta) nonostante io abbia risposto, e molto chiaramente, al consigliere Sandro De Bastiani, il quale in Consiglio ha mosso la stessa tua accusa, che né il Sindaco nè altri mi hanno mai dato ordini di alcun tipo. Chi ha lavorato con me sa che non avrei mai accettato quest' incarico se fosse stato subordinato al dover chinare il capo ad "ordini di servizio" (e per quanto mi riguarda né Da Re né altri del partito mi hanno MAI detto cosa dovevo fare nemmeno quando sono stata consigliere di maggioranza).
Ma sono d'accordo con te che , ahimè, molto spesso accade ciò che affermi; anch'io ho sempre sostenuto che i partiti debbano scegliere le persone a cui consegnare incarichi di responsabilità in base a doti compatibili con il ruolo ricoperto. Anch'io, come te e come tantissimi altri, sono convinta che la fedeltà cieca alla bandiera oltre ad essere un atteggiamento disonesto, abbia prodotto, e continui a produrre, danni enormi.
Per quanto mi riguarda, sto cercando di fare il possibile per fare un buon lavoro e del mio operato mi rendo totalmente responsabile. Se il prossimo anno, quando presenterò il "mio" bilancio (quello del 2013) il risultato evidenzierà che non sarò stata all'altezza dell'incarico affidatomi sarò io stessa a lasciare il posto a qualcun altro.... ma se per caso (e sottolineo per caso) il risultato del mio impegno dovesse risultare positivo e alla guida della Città nel 2014 dovesse esserci qualche altra "bandiera", secondo te mi permetterebbero di continuare ad amministrare la Società del Comune? .... :)

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Cara Barbara, NON ho mai insinuato che tu non sia una persona onesta. Piuttosto ho espresso una considerazione di ordine generale su come vanno certe cose nella pubblica amministrazione. E mi pare che tu concordi...
Per rispondere alla tua "provocazione" finale: se il bilancio della tua gestione sarà irreprensibile ma la giunta sarà di diverso colore, sono certo, proprio per l'andazzo di cui parliamo, che mai e poi mai saresti riconfermata. E magari al posto tuo ne metterrebbero uno/a ancor più "allineato". E magari pure incompetente.E magari pure antipatica e sgraziata (cosa che tu non sei).
Buon lavoro.

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Grazie Michele per la cortese e apprezzata risposta.

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Dott. Bastanzetti sono d'accordo con lei che la bellezza non nuoce anzi, ma chiudere il suo commento con ... la prossima persona designata magari sarà pure antipatica e sgraziata ... non me lo sarei aspettato.
Bando alle smancerie, vorrei proprio sapere quale titolo di studio o laurea possiede la sig.ra Saltini (sempre qualifica come sig.ra e non dott.ssa ecc...) .
Perchè, se è vero che il titolo di studio non costituisce garanzia di capacità, (ma vorrei vedere un bravo dentista senza laurea lei come lo definirebbe) quanto meno certifica una certa base culturale che dovrebbe permettere di acquisire con minor difficoltà le capacità necessarie a gestire un ente come la Vittorio Veneto servizi, dove transitano parecchi soldi (tanto più che si tratta di soldi pubblici). Mi viene in mente un film di Antonio Albanese dove il concorrente politico meridionale prometteva agli elettori .." perchè mia moglie con la terza media non può fare l'ingegnere in Comune" e la folla applaudiva.. Ma era un film sul Meridione...

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uhi uhi...Gent.ma Albina, lei tocca un tasto dolentissimo! per una professione ci vuole il titolo certificato ma anche per far l'artigiano bisogna avere una competenza spiccata e verificabile. In politica invece, che è l' impegno socialmente più importante perché riguarda la vita quotidiana di tutti, non serve alcun titolo, alcun talento, alcuna competenza. Neppure fanno la prova di alfabetizzazione ai candidati a qualsiasi carica, dal Sindaco al Presidente della Repubblica. In politica può avere successo, e non serve andar tanto in giro per la storia alla ricerca di esempi, anche un perfetto incompetente; anche un perfetto tirapiedi opportunista, anche un furfante. Bastano spesso solo un po' di furbizia e faccia tosta. In certe nazioni, particolarmente sfortunate, i politici inadatti al ruolo sono di gran lunga la maggioranza.
I miei ossequi.




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Sante Parole le sue! La riprova di quanto vere siano è che i governi che l'Italia ha visto avvicendarsi negli ultimi 20 anni sono quelli che hanno "beneficiato" del maggior numero di Dottori e Professori di tutta la Storia della nostra Repubblica.

Firmato: Signora Barbara Saltini

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E' vero purtroppo che spesso, se non sempre, le nomine non hanno riguardo a competenza, professionalità ed esperienza ma soprattutto all'affinità politica. Ergo, Saltini è leghista o pseudo-tale. E' così?
Riflessione: l'amministrazione stabilisce l'indirizzo politico, gli incaricati traducono nella gestione pratica tale indirizzo; sembra "naturale" che questa azione sia facilitata se questi amministratori sono politicamente affini. Non ci vedo nulla di sacrilego. Si dovrà comunque render conto del proprio operato.
Quindi non riguarda affatto l'amministratore nominato Saltini cosa farà la prossima amministrazione, casomai riguarda un po' di più Bastanzetti, ovviamente nella sua veste di cittadino e non in quella di tuttologo.
Saltini pensi quindi a svolgere al meglio il proprio incarico e non si preoccupi del colore politico della prossima amministrazione. Non vorrei che la gestione farmacie oltre al "suo" bilancio diventasse anche la "sua" azienda.

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Caro Giovà, oltre al discorso sulle competenze individuali, il "sacrilego" sta nella proliferazione di cariche utili solo a saziare gli amici dei politici. Sistema "poltronifici". Nella Vittorio Serv, per es, prima della Saltini passarono Giorgio Della Giustina e Giovanni Braido (lottizzazione pura) ed oltre al presidente nel CdA c'erano pure altri due "consiglieri" , pagati da noi. Con la Saltini i due consiglieri sono stati aboliti: evidentemente non servivano a NULLA. Ma penso che anche il presidente della partecipata sarebbe sostituibile da un dirigente comunale o dall' assessore di reparto, risparmiando denaro pubblico.
Circa il "tuttologo", le dà fastidio che ci siano liberi cittadini che da sempre si interessano di come sono governati? e lo facciano a viso aperto e non calzando la tutina dell'uomo mascherato, come lei?

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