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17 giugno 2019

Treviso

"Tra dieci anni mi vedo in piedi, ma spero anche prima”: la speranza di Manuel Bortuzzo

Ora pensa ad un’associazione per aiutare le persone nella sua situazione

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TREVISO - “Tra dieci anni mi vedo in piedi. Ma spero di riuscirci anche prima”. Sorride Manuel Bortuzzo, il 19enne nuotatore trevigiano rimasto paralizzato agli arti inferiori dopo essere stato ferito da un proiettile nella notte tra il 2 e 3 febbraio alla periferia sud di Roma, e ripercorre le 'fatiche' della riabilitazione per tornare a camminare. “La riabilitazione procede molto bene - racconta Bortuzzo, a margine della presentazione del terzo campionato Usip, in programma in Lombardia dal 19 al 26 settembre - abbiamo in mente un piano di recupero molto serrato ma non sappiamo dove finirà. Non ci sono tempi certi, il cronometro a cui ero abituato non c'è più. Prima mi allenavo mattina e sera, ora faccio riabilitazione mattina e sera. Fortunatamente lo sport mi ha abituato a certe fatiche”.

Manuel si emoziona quando ricorda tutti i messaggi ricevuti in questi mesi: "Mi ha stupito che celebrità e musicisti mi abbiano scritto. Poi Totti, Bebe Vio e tanti altri. L'altro giorno mi ha scritto ancora Gregorio Paltrinieri e mi ha detto che gli manco: evidentemente qualcosa gli ho lasciato nei nostri allenamenti ad Ostia".

Ma nel suo futuro il giovane nuotatore che risiedeva con la famiglia a Morgano, vede anche un altro progetto: “Farò qualcosa per fare in modo che quello accaduto a me non accada più ad altri: una associazione con un nome “figo” - spiega - per raccogliere fondi per le persone come me ma che sono state meno fortunate di me”.

 

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