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21 settembre 2018

Treviso

Tracciabilità rifiuti "Sistri danno per le imprese"

Presidente Pozza contrario alla scelta del Governo che ha confermato il Sistri

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TREVISO -«Il Governo ha deciso di confermare il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, ma è la soluzione sbagliata e a pagare saranno le imprese».

 

Mario Pozza, presidente Confartigianato Marca Trevigiana e componente Giunta nazionale Confartigianato con delega alla semplificazione, esprime la sua contrarietà al Sistri, alla luce dei nuovi indirizzi dettati dal Governo per la sua applicazione: dal 1 ottobre 2013 coinvolgerà enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori. «Una decisione sbagliata dei due Ministri Zanonato e Orlando che parlano in un modo e legiferano in un’ altro - commenta Pozza - . Il Sistri è da sempre apparso come il sistema più costoso e più complesso per raggiungere  degli obiettivi che potevano e possono essere perseguiti attraverso altre vie. Ma è evidente come il Governo continua ad essere condizionato dalla commessa affidata a Selex, gruppo di Finmeccanica, per la gestione del sistema informativo. Nonostante che su questa vicenda ci sono indagati e indagini , con capi d’accusa molto gravi, il Governo continua a ignorare le ragioni delle imprese e a ritenere valide le sole ragioni dell’incarico alla Selex, costino pure una burocrazia ingiustificata e pesante a carico delle imprese e degli operatori».

 

«Ci sono migliaia di trasportatori che hanno dovuto installare delle black box - dispositivi per la registrazione dei rifiuti trasportati - migliaia di imprese che hanno pagato, a partire dal 2010, oltre 325mila imprese che hanno speso oltre 70 milioni di euro per l’iscrizione a livello nazionale per le quali e con le quali faremo causa per i danni fin qui patiti» - spiega il presidente Pozza

 

«Ci opponiamo con ogni mezzo al sistema Sistri, anche nella versione approvata dall’attuale Governo che anzichè tagliare i costi della burocrazia, abbassare la pressione fiscale rincara e aggrava quanto fatto dai precedenti, non mantenendo gli impegni che si era assunto anche  in sede di assemblea confederale. Il perdurare di aggravi di costi sta alimentando un’avversione alla politica, una sfiducia nella classe dirigente  che potrebbero tradursi in manifestazioni di protesta».

 

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Per chi, come me, non è un addetto ai lavori, questo articolo è troppo sintetico e incompleto.
Una dizione mi ha attirato però l'attenzione: “tracciabilità dei rifiuti”, ovvero il percorso trasparente che faranno i rifiuti pericolosi industriali prima di essere eliminati.
Se una ditta è onesta, non capisco quale sia il problema. Al di là dell'acquisto di un nuovo software e dell'inserimento dei vari dati, non mi sembra che esistano altre difficoltà.
Forse si vogliono eliminare questi rifiuti senza alcun controllo, sfruttando magari discariche abusive del nord o del sud, come abbiamo saputo dai media in tempi anche recenti?
C'è qualche sistema alternativo al Sistri: qual è?
La terra è tanto sporca: cerchiamo con onestà di risanare questo nostro ambiente, massacrato da chi segue solo la legge del profitto e non il rispetto di chi vi abita. E qui non sto accusando nessuno.
Ho fiducia negli imprenditori, anche se tra loro si annida qualche furbetto che comunque stupidamente fa del male alla vivibilità anche di se stesso.

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