14 dicembre 2019

Treviso

Treviso abbandona la rete contro le discriminazioni sessuali. Per Lega e FdI è "superflua”

Il Movimento 5 stelle: “Promessa elettorale tradita”, Cgil:"A Treviso torna l'arretratezza"

Isabella Loschi | commenti |

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Treviso abbandona la rete contro le discriminazioni sessuali. Per Lega e FdI è

TREVISO - Sulle polemiche in merito sulle decisione del Comune di uscire dalla rete Ready, Conte risponde: “Ribadisco ancora una volta che la firma di un protocollo d’intesa, anche vincolante dal punto di vista amministrativo, è assolutamente superflua laddove siano già presenti organi regionali specifici contro le discriminazioni (come il Garante dei diritti della persona istituito dalla Regione del Veneto). Tali adesioni, inoltre, rappresentano mere prese di posizione ideologiche e si prestano molto spesso a strumentalizzazioni politiche come, del resto, stiamo vedendo in questi giorni”. "Da parte mia c’è la massima fiducia nei confronti dei cittadini trevigiani, delle famiglie, della loro sensibilità e della loro capacità di rispettare il prossimo e di insegnare alle nuove generazioni ad essere persone corrette, riguardose e libere”.

Ad appoggiare la scelta dell’amministrazione anche Fratelli d’Italia. “Siamo contenti della scelta dell'amministrazione trevigiana e siamo doppiamente soddisfatti poiché hanno fatto loro uno dei punti cardine del programma di Fratelli d'Italia che da anni si batte contro 'l'ideologia gender'. Come noto la Rete Ready è uno dei principali canali per far affluire finanziamenti pubblici alle iniziative di propaganda e diffusione della teoria gender nelle scuole" - sostiene il coordinamento provinciale di Treviso di Fratelli d'Italia - L’uscita dalla rete Ready rappresenta per la città di Treviso un importante messaggio politico e culturale, le discriminazioni vanno combattute nell’interezza della persona, non attraverso l’esclusività della propaganda gender. In questi anni la rete Ready ha svolto una serie di attività aventi a oggetto esclusivamente le tematiche attinenti a Lgbt, lesbiche, gay, bisessuali e transgender con la scusa del bullismo omofobico, cercando di indottrinare gli alunni e gli studenti verso la loro deriva ideologica”.

Non condivide la scelta invece il Movimento 5 stelle di Treviso. “L’incredibile recesso dalla Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni per orientamento sessuale e di genere, ci ricorda i tempi tristi e bui – che si sperava fossero ormai superati – di Gentilini ”- commenta l’ex candidato sindaco dei 5 stelle e consigliere comunale Domenico Losappio. “Un’altra promessa elettorale di Mario Conte viene tradita: era lui che solo pochi mesi fa, in campagna elettorale, parlava di “città inclusiva” ed era lui che dichiarava di voler essere “il sindaco di tutti”. Sarebbe questo il modo di essere inclusivi? Recedere da una rete anti-discriminazioni? Quella di Mario Conte, purtroppo, si rivela ormai troppo spesso la giunta del fare: le cose inutili e/o sbagliate”.

“Una posizione, quella assunta con questa scelta, che palesa la linea dell’amministrazione del capoluogo trevigiano e che ci riporta a quel capitolo politico di arretratezza nell’interpretare la nostra società che pensavamo di aver superato – punta il dito Sara Pasqualin, segretaria provinciale Cgil Treviso con delega alle pari opportunità, -. Non possiamo sottovalutare questa presa di posizione, non giustificabile con le dichiarazioni rese dalla giunta. L’adesione del Comune di Treviso alla Rete non comportava vincoli di sorta e non condizionava all’agire nelle scuole nel modo in cui vogliono farci credere. Conte ha fatto un passo falso – afferma Pasqualin -, perché così facendo disattende le istanze di una parte della popolazione e perché non ha capito che la promozione della cultura del rispetto, delle pari opportunità tra i suoi cittadini e la lotta alle discriminazioni non hanno un’esclusiva”.

 



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