12 novembre 2019

Treviso e la posizione del missionario

Categoria: Notizie e politica - Tags: province, Nuova Italia, Treviso-Padova

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Emanuela Da Ros | commenti | (4)

La posizione del missionario (amministrativamente parlando) si addice a Treviso.

Nella Nuova Italia disegnata un paio di giorni fa dal Consiglio dei ministri, Treviso-provincia andrebbe a gemellarsi/intrigarsi/sposarsi/congiungersi con Padova.

La marca "gioiosa" per antonomasia (o per pubblicità) dovrebbe unirsi in matrimonio con Padova la Dotta. Se il matrimonio avvenisse (devono passare sessanta giorni dalla pubblicazione delle partecipazioni di nozze), è evidente che Treviso starebbe sotto. Padova, più grande, più estesa, più matrona si posizionerebbe comunque un gradino più su del suo novello consorte. Se le due province avessero un rapporto carnale (a proposito: Treviso sarebbe maschio o femmmina?), Treviso si rannicchierebbe dentro le morbide tette, ehm: volevo dire "cupole") della provincia del Santo.

Continuerebbe a essere gioiosa?

Probabilmente sì.

Da trevigiana non vedo nella provincia di Treviso una ferrea volontà da single autonomista. Treviso sta benone in coppia e in compagnia. Ma, magari, prima di pronunciare un impegnativo Sì, lo voglio, avrebbe preferito flirtare con quella vanitosa di Venezia o con quella provincia di Belluno, che estate o inverno che sia, oltre che la latitudine riesce a tirar su morale e turismo, soprattutto se sfoggia la perla (delle Dolomiti).



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Ho capì che post el vol dir quel che se pensa ma coea penna., scritt. Conta la soca el resto lè sceneggiata mi in diaeto altri mescoeando giosse de Tinto Brass. Me vien in mente tutti quei scrittori russi, italiani, americani che ii ne à fat sognar e spintonadi verso prà dove gera seminà vaeori, che i ne à fat capir le contradision de noialtri umani e limportansa de dar positività aea nostra vita. De dar sostanza e non apparensa, che par esser eleganti non occorre vestitidi firmadi, che la veciaia fa scomparir la beessa che se è ricordati per quel che se fa de bon pì difficie far del cattivo e del distrugger. Che la poitica de far la barba ai sbagli de chealtri stà a dimostrar che no ghe né pì progetti e forse paura de ciaparse responsabilità, del dubbio imperante che porta a restar fermi, che lè meio farse mantegner che guadagnarse el pan. Insomma manco moda e pì contenuti. Semo arrivadi che el cul de na femmena lè pì importante de quel che la ha nea soca e che se fa pi bea figura protestar che portar a ragionar. Ma cussì dove andemo a finir ? Far quel che se vol porta all’anarchia e sensa regoe no ghe ne pì riferimenti e tante regoe portano a una società sensa vaori e voia de migliorarse. Semo arrivadi a un mondo ma meio atteggiamento dove le convinsion le detta legge a scapito dea scienza (pì sotto riporto un intervento interessantte che ho trovà sul blog www.simofin.com) per cui chi non trova adeguato spazio alle sue proprie idee el dis che la libertà in Italia no la esiste e nol se accorse quanti gionai i vien pubblicadi e se arriva parfin a parlar del bunga bunga de Berlusconi. Adess vo in staea daea me vaccheta a molder e varnarla parchè la serca el meio e no star nel stran merdoso.
Due concetti stanno ammazzando la scienza: la correlazione e la quantificazione di tutto. Si dice che l’aspirina sia nata dopo che qualcuno notò una concomitanza tra umidità e reumatismi e dedusse la ipotesi che la prima determini la seconda almeno in certa misura. Così scrive Giorgio Israel. E continua: “ così fu per il salice che prospera in acqua e la sua corteccia venne ridotta in polvere e risultò, un toccasana per i reumatismi contenendo la salicina. Una botta di fortuna in barba a qualsiasi rigore scientifico perché ci sono altre piante acquatiche senza proprietà”. Spesse volte l’uso sconsiderato della correlazione come rapporta di causa ed effetto “ conduce a conclusioni insensate e pericolose come quella di consigliare la mastectomia a giovani donne che hanno un rischio genetico di tumore mammellare. Una relazione è seria se messa in numeri, la mitologia dei numeri. “ Lo ultimo esempio viene addirittura dalla Columbia University dove un ricercatore ha prodotto un lavoro basato sui numeri. Il dott. Franz Messerli è partito dalla constatazione che il cioccolato… fa bene alle cellule celebrali gli ha suggerito che chi più mangia cioccolato più è intelligente…da questa correlazione come fosse scientifica ..si è arrivati che una nazione più mangia cioccolato riceve più Nobel. Da questa constatazione è uscito che “ Svizzera e Germania sono super intelligenti, l’America a mezza strada, l’Italia mediocre e Cina e Giappone una massa di cretini. La Svezia poi che ha molti Nobel consuma poco cioccolato”. Intanto si ottiene che si mangia più cioccolato nel mondo e gli effetti ..si vedranno con il tempo. Da noi in Italia “ per correlazione.. si manda in galera chi non prevede i terremoti”. Opact, 2.11
Ciao bea Emanuela e con rispetto. El Panegasser che se inserisse al posto di Boccuccia di rose

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Io non credo che E.Da Ros ignori la storia della propria città di origine, anzi mi risulta che ad essa abbia dedicato delle interessanti monografie, perciò, forse sarà vittima di un' "amnesia storica", perchè non è la prima volta che la provincia di Treviso subisce l'influenza dei Padovani. Tanto per incominciare, già nel Medioevo, proprio i padovani reggevano i più importanti "veicoli" di cultura dell'epoca: le scuole. E proprio a Vittorio Veneto, o per meglio dire, a Serravalle, i Padovani reggevano il Monastero di Santa Giustina e l'Abbazia di Follina. Che erano senz'altro le scuole più importanti per quei tempi. Ciò premesso, personalmente non vedo quali svantaggi possa derivare alla provincia di Treviso trasferirsi sotto quella di Padova o di Venezia. Non certo svantaggi "culturali". Paolo Dotta. p.dotta@virgilio.it - Bologna, 06/11/12.

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chissà loro che posizione prediligono:
http://jackalday.blogspot.it/2012/08/russia-forever-parte-ii.html

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Se uno esprime un commento in modalità "cifrata" io, purtroppo, nulla capisco, mi chiedo solo perchè venga pubblicato? Non mi risulta che il quotidiano on line, nella nuova veste voglia fungere anche da giornale enigmistico. Paolo Dotta. p.dotta@virgilio.it - Bologna, 06/11/12.

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