23 ottobre 2019

Esteri

Troppa luce artificiale, Nemo a rischio

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L'eccesso di luce artificiale che arriva anche sulle barriere coralline mette a rischio la riproduzione del pesce pagliaccio (Amphiprion ocellaris) reso celebre dal film della Disney "Alla ricerca di Nemo". Uno studio firmato da Emily Fobert, dell'Università di Flinders, ad Adelaide, e da Stephen Swearer, dell'Università di Melbourne, pubblicato oggi su Biology Letters, dimostra che le uova dell'esemplare si schiudono dopo il crepuscolo. E che una alterazione, anche minima dei livelli di luce altera in modo drastico questo meccanismo. Esposte a luce artificiale, che aumenta in media nel mondo del due per cento l'anno, le uova non si schiudono.

"Il risultato incontestabile del nostro studio è che l'inquinamento di luce artificiale può avere un effetto devastante sul successo riproduttivo dei pesci della barriera corallina", ha spiegato Fobert che per la ricerca ha usato dieci coppie di pesce pagliaccio esponendoli in acquario a luce Led, simili a quelle a uso commerciale e ampiamente usate anche in prossimità di barriere coralline, in porti e resort. Le uova incubate alla luce artificiale non si sono mai schiuse. Rimossa la luce artificiale, già durante il periodo di ripresa, anche le uova che erano state esposte in precedenza a luce artificiale la notte, si schiudevano normalmente.

"La luce interferisce chiaramente con il segnale ambientale che dà inizio alla schiusa delle uova nei pesci pagliaccio", ha quindi concluso la biologa marina, anticipando che lo stesso risultato potrebbe valere per altri esemplari che vivono nell'ambiente delle barriere coralline dato che hanno comportamenti riproduttivi simili, come per esempio l'abitudine a deporre uova con la luna piena, uova che aderiscono alla barriera corallina, da cui le larve che emergono qualche ora dopo il crepuscolo.

 

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