16 luglio 2019

Treviso

Tubercolosi a Motta di Livenza, altri 9 casi. Sono risultati positivi agli ultimi test

Al test sono stati sottoposti 404 bambini e 72 operatori scolastici. Per i bambini oggi raggi al torace. Entro domani saranno concluse le prime valutazioni pediatriche

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MOTTA DI LIVENZA - Tre adulti e sei bambini psitivi al test Mantoux. L’Ulss 2 comunica i risultati dei test eseguiti lunedì su tutti i soggetti risultati negativi in occasione al primo test.

Sono sati sottoposti al test 404 bambini e 72 operatori scolastici. Sono risultati positivi 3 adulti e sei bambini. Questi ultimi sono stati sottoposti, oggi stesso, a Rx torace ed entro domani saranno concluse le prime valutazioni pediatriche, volte a decidere la necessità di eventuali ulteriori accertamenti (gastroaspirato, Tac). I tre operatori saranno anch’essi sottoposti a Rx torace e ad eventuali ulteriori approfondimenti.

Il dato emerso dalla ripetizione dei test Mantoux conferma l’elevata infettività della maestra caso indice, infettività che ha determinato questa “coda” di positività, attesa alla luce della letteratura scientifica sui focolai epidemici di tubercolosi. I valori di positività registrati sono di gran lunga inferiori all’8% complessivo, rilevato nell’intera popolazione scolastica al primo test.

Con questa tornata di test Mantoux si concludono le indagini sul focolaio epidemico di Motta di Livenza. Rimangono attivi i percorsi di approfondimento su singoli casi, la terapia multifarmacologica nei soggetti con Tb confermata e la chemioprofilassi nei soggetti con sola Mantoux positiva.

“Questi dati – sottolinea il direttore generale, Francesco Benazzi – confermano l’impegno dell’Ulss sia preventivo che terapeutico, nella gestione di questo complesso e vasto focolaio epidemico.

Ringrazio tutte le famiglie, che con pazienza e disponibilità hanno affrontato i percorsi diagnostici, i miei collaboratori a vario titolo impegnati nella gestione del focolaio, le autorità, il personale della scuola e l’amministrazione comunale per l’equilibrio e la collaborazione.

Un grazie particolare va anche alla Regione del Veneto e all’Istituto Superiore di Sanità, per l’affiancamento e la supervisione garantiti in questi tre mesi di lavoro”.

 

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