19 gennaio 2020

Esteri

Turchia, ancora scontri: morti salgono a tre

A Smirne 24 arresti per un tweet

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Turchia, ancora scontri: morti salgono a tre

ANKARA - Ancora tensione in Turchia nel sesto giorno di proteste di piazza contro il governo di Recep Tayyip Erdogan. E' salito a 3 il numero dei morti per gli scontri di questi giorni tra manifestanti e polizia. L'attivista turco Ethem Sarsuluk, ferito alla testa durante gli scontri con la polizia ad Ankara, è infatti deceduto oggi per le ferite riportate, rende noto l'Associazione dei medici turchi. Sarsuluk, la cui morte cerebrale era già stata dichiarata nei giorni scorsi, è quindi la terza vittima delle proteste in Turchia.

Altre due persone sono state uccise negli scontri. Si tratta di Abdullah Comert, 22 anni, esponente dell'ala giovanile del Partito del popolo Repubblicano, che è stato ucciso il 3 giugno negli scontri ad Antakya. E di Mehmet Ayval?tas, 20 anni, investito da un'autista che ha ignorato lo stop intimato dai manifestanti a Umraniye la notte del 2 giugno.

Oltre 4.100 i feriti durante gli scontri tra polizia e manifestanti in corso in Turchia e scoppiate al Gezi Park di Istanbul. In dodici province, a esclusione di Mersin, Hatay e Canakkale sulle quali non si hanno dati certi, sono stati feriti 4.177 manifestanti, 43 dei quali in modo grave. Due persone ad Ankara e una a Eskisehir si trovano in condizioni critiche, hanno riferito le fonti mediche. Quindici persone hanno registrato traumi alla testa, mentre altre 10 sono state ferite agli occhi, è stato precisato dall'Associazione.

Nella notte intanto 24 persone sono state arrestate a Smirne con l'accusa di aver ''fomentato i disordini e fatto propaganda'' su Twitter a sostegno delle proteste degli ultimi giorni. E' quanto si legge sul sito web del quotidiano turco Hurriyet, in cui si precisa che altre 14 persone sono ricercate. Secondo il leader locale del partito di opposizione Chp, Ali Engin, le persone fermate sostengono il movimento per un ''Paese giusto e libero''. ''Se questo è un reato -ha detto- allora abbiamo tutti commesso questo crimine''.

Ma la polizia di Ankara sembra aver cambiato strategia. Rispondendo agli appelli alla moderazione formulati da diversi politici e alle scuse presentate dal vice premier Bulent Arinc, ha deciso di aprire al dialogo con i manifestanti. E' quanto riporta il quotidiano 'Hurriyet', che descrive di agenti in piazza Kizilay, nella capitale, impegnati a spiegare ai contestatori che risponderanno solo se attaccati. E' una sorta di ''diplomazia pubblica'' la nuova strategia di comunicazione adottata dagli agenti, che risponde a un ordine preciso dei superiori dopo i toni conciliatori usati dal vice premier. E proprio in piazza Kizilay la polizia è stata applaudita dai manifestanti per la sua decisione di restare schierata senza intervenire. ''Abbiamo tentato di dire alle persone che la polizia deve intervenire con i manifestanti che provocano, che lanciano pietre e bottiglie contro di noi'', ha spiegato un poliziotto a 'Hurriyet'. ''Senza motivo un carro armato della polizia ha lanciato acqua pressurizzata contro me e i miei amici che stavamo semplicemente camminando per strada. Non siamo gruppi estremisti. Per favore, siate sensibili'', ha detto una ragazza a un agente di polizia mostrando una foto dell'incidente. ''Siamo solo collaboratori'', ha risposto un agente, mentre un altro ha detto che ''la polizia risponderà solo se alcuni gruppi ci attaccano''.

(Adnkronos)

 

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