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19 febbraio 2019

Oderzo Motta

Tutti i 250 dipendenti della Stefanel avranno gli ammortizzatori sociali

Vertice al ministero del lavoro a Roma nella giornata di giovedì: sul tavolo la vertenza della ditta trevigiana. Uno anno di cassa integrazione: gli esuberi a Ponte di Piave passano da 38 a 29

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Elena Donazzan

PONTE DI PIAVE - Stefanel, all’orizzonte ammortizzatori sociali per tutti i 250 dipendenti dell’azienda; solo 80 lavorano nella sede di Ponte di Piave.

Giovedì a Roma, nella sede del ministero del lavoro, si è riunito un nuovo incontro sulla crisi aziendale Stefanel presieduto dal vicecapo di gabinetto del MISE Giorgio Sorial: presenti, oltre ai rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro, le organizzazioni sindacali e il responsabile dell’unità di crisi, Mattia Losego, per conto della Regione del Veneto.

All’incontro le parti hanno condiviso, in accordo con l’azienda, di mettere in atto ogni strumento utile teso al rilancio aziendale di Stefanel: ciò passerà inevitabilmente per una fase di riorganizzazione e ridefinizione del perimetro aziendale che coinvolgerà tutti i negozi e la sede principale di Ponte di Piave, ma con un chiaro e conclamato obiettivo di rilancio complessivo dell’azienda e del marchio.

In seguito all’esito dell’incontro in sede di Ministero dello Sviluppo Economico, si è passati al Ministero del Lavoro, dove è stato autorizzato l’uso degli ammortizzatori sociali per crisi aziendali per la totalità dei lavoratori di Stefanel che sono circa 250 fra negozi e sedi produttive (la sede amministrativa conta 80 dipendenti).

In sede di incontro presso Ministero del Lavoro, la Regione del Veneto ha assicurato il supporto ai lavoratori e all’azienda anche per tramite dell’attivazione di percorsi di politica attiva dedicati, qualora necessari.

È stato condiviso inoltre un monitoraggio periodico sullo stato di avanzamento delle iniziative del piano industriale che l’azienda intende porre in essere per rilanciare l’azienda stessa.

“L’attuale situazione di difficoltà è un punto di partenza e non un punto di arrivo: l’obiettivo è quello di risollevare la situazione aziendale, perché questo marchio storico torni ad essere importante” dichiara l’Assessore Regionale al Lavoro del Veneto Elena Donazzan (nella foto), che conclude “come in altri casi la Regione, per il tramite delle proprie strutture, è vicina all’azienda e al personale in questo momento così delicato, attivando tutti gli strumenti disponibili, anche di monitoraggio, in stretta sintonia con il Ministero del Lavoro, dello Sviluppo Economico e delle organizzazioni sindacali”.

 

LA PAROLA AI SINDACATI

 


"Seppur restano importanti gli esuberi per la sede di Ponte di Piave (29 invece e non 38) si sono gettate le basi per un percorso di verifica ed eventuale implementazione da attuare durante i dodici mesi di cassa.

In particolare si è stabilito che ci saranno degli incontri periodici sia al Mise sia attraverso l’attivazione di un tavolo permanente in Regione.

La discussione è poi proseguita al ministero del lavoro in merito al l’attuazione della cassa integrazione straordinaria. In tarda serata si è giunti ad un accordo per l’attivazione della cigs per 12 mesi e si sono stabiliti i percorsi di gestione degli eventuali esuberi con politiche attive per la riqualificazione e ricollocazione del personale attraverso l’assegno di riqualificazione e le politiche regionali per il lavoro.

La Filctem di Treviso e la Cgil del Veneto, nonostante le preoccupazioni per la prospettiva del sito, colgono positivamente l’apertura di un confronto serrato con l’azienda e le istituzione. Considerano questo un punto di partenza e non di arrivo di questa complessa vertenza".
 

 

 

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