20 ottobre 2019

Nord-Est

Uccide la moglie a coltellate, confessa:"non capivo cosa mi stesse accadendo"

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Resta in carcere il 43enne che venerdì notte ha ucciso a coltellate la moglie nell'appartamento in cui vivevano a Marghera. Il gip del tribunale di Venezia questa mattina ha convalidato l'arresto. L'uomo, reo confesso, ha ricostruito davanti al giudice quanto accaduto quella notte, confermando la versione raccontata già nei giorni scorsi al suo avvocato. Ha spiegato che la sera prima del delitto lui e la compagna, di 51 anni, erano andati a letto sereni. La moglie lo aveva svegliato per chiedergli di accompagnarla in bagno a bere e subito dopo erano tornati a letto.

 

"Ad un certo punto ho cominciato a sudare e non capivo cosa mi stesse accadendo" ha detto il 43enne, spiegando che non ricordava più nulla da quel momento in poi. Erano quasi le tre del mattino quando l'uomo è andato in cucina a prendere un coltello e ha sgozzato la donna, ferendola anche con alcuni fendenti al torace. Il numero delle coltellate sarà stabilito domani con l'autopsia disposta dal pm Carlotta Franceschetti.

 

L'uomo, dopo essersi reso conto di ciò che aveva fatto, aveva chiamato la polizia. Sul movente, una delle ipotesi degli investigatori è che l'uomo non riuscisse più ad affrontare la malattia della moglie. L'indagato inizialmente aveva parlato di un raptus. Entrambi erano in cura da anni al Centro di Salute Mentale di Marghera e la donna aveva una patologia più grave.

 

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