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22 aprile 2019

Nord-Est

Ucciso a coltellate e dato alle fiamme, fermato il conquilino

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I carabinieri hanno chiuso il cerchio sull'omicidio dell'indiano Hoshiar Singh, 40 anni, ucciso a coltellate e poi dato falle fiamme, fermando il coinquilino e connazionale con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato. Si tratta di un 36enne messo sotto torchio quasi per 24 ore assieme al suo vicino di casa, un pakistano con il quale aveva avuto all'alba di ieri una lite piuttosto accesa, motivo per la quale erano intervenuti i carabinieri. Nessuna accusa sarebbe stata sollevata contro il pakistano.

 

Per il magistrato, Andrea Girlando, sono invece più che sufficienti gli elementi raccolti dall'Arma a carico dell'indagato. Sembrerebbe che l'uomo abbia aggredito nel sonno il connazionale, colpendolo con una decina di coltellate, anche alla gola. Poi l'ha coperto con lenzuola e abiti cui ha dato fuoco. Pare che tra i due c'era da tempo una difficoltà di convivenza che aveva portato a un insofferenza reciproca che aveva passato il limite.

 

I carabinieri avrebbero anche recuperato l'arma del delitto, un coltello da cucina. Ancora poco chiari i risvolti, invece, sulla lite tra l'indagato e il suo vicino di casa, il pakistano il cui appartamento è sullo stesso pianerottolo. Secondo quanto si è appreso, ai carabinieri, prima del loro intervento, sono giunte due telefonate al 112: una dell'indagato e l'altra della moglie del pakistano, entrambe, pare, di accuse reciproche sull'omicidio.

 

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