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21 aprile 2018

Conegliano

Ulss, al via il controllo gratuito dei funghi nel distretto di Pieve di Soligo

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CONEGLIANO - In coincidenza con l’inizio della stagione dei funghi, l’Ulss 2 Distretto Pieve di Soligo avvia, come di consueto, il servizio per il controllo della commestibilità dei funghi freschi raccolti dai privati.

 

I controlli, finalizzati alla prevenzione dalle intossicazioni, sono gratuiti e proseguiranno fino al termine della stagione di raccolta: vengono effettuati da personale con qualifica di esperto micologo sia presso la sede distrettuale di via Galvani a Conegliano, che presso la sede Ulss di via Lubin a Pieve di Soligo.

 

Gli ispettori micologi, che effettuano circa 200 perizie all’anno, forniscono ai privati che raccolgono funghi per il proprio consumo una consulenza gratuita finalizzata al riconoscimento delle specie raccolte e alla determinazione della commestibilità. Per agevolare il riconoscimento, l’utente deve separare i diversi tipi di funghi trasportandoli in contenitori rigidi e forati (non in sacchetti di plastica).

 

E’ importante che venga esaminato l’intero quantitativo raccolto: all’utente sarà quindi rilasciata l’attestazione relativa all’esito dell’avvenuto controllo micologico, riportante la valutazione di commestibilità. “E’ fondamentale non fare affidamento alle credenze popolari o a metodi empirici per valutare la tossicità dei funghi raccolti – raccomanda Vincenzo Marcotrigiano, coordinatore dei Tecnici della Prevenzione del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Ulss 2 Distretto Pieve di Soligo - L’unico metodo sicuro per l’identificazione delle specie commestibili è la classificazione sulla base delle loro caratteristiche, eseguita da personale appositamente formato.

 

La maggior parte delle intossicazioni è determinata da funghi velenosi raccolti da persone inesperte, nonché da funghi generalmente considerati commestibili, ma raccolti in luoghi inidonei o cucinati in modo inappropriato”. E’ dunque opportuno sottoporre a controllo micologico tutti i funghi freschi raccolti, prima di consumarli, in modo da avere la certezza che si tratti di specie commestibili.

 

“Si ricorda - aggiunge Marcotrigiano - che tutti i funghi considerati commestibili vanno consumati ben cotti poiché, se consumati crudi, oltre ad essere scarsamente digeribili, potrebbero essere addirittura tossici. Il comune “chiodino” (Armillaria mellea), il fungo più raccolto nella zona pedemontana, è notoriamente tossico da crudo e diventa commestibile da cotto: richiede pertanto una prebollitura di almeno 15-20 minuti, l’eliminazione dell’acqua, e la successiva cottura definitiva”.

 

In caso di comparsa di sintomi associabili ad avvelenamento da funghi, anche se mangiati giorni prima, ci si deve recare tempestivamente presso il più vicino Pronto Soccorso.

 

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