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16 dicembre 2017

Ambiente

Ultrabio, arriva l'App che ci dice quanta chimica mangiamo.

AdnKronos | commenti |

Roma, 4 ago. - (AdnKronos) - Secondo l’European Food Safety Authority (Efsa), una elevata percentuale di cittadini europei, oltre il 52,9%, è esposta a livelli di contaminanti chimici attraverso la dieta che superano la dose settimanale massima consigliata. Per tenere sotto controllo il livello dei contaminanti che assumiamo quotidianamente attraverso l’alimentazione, arriva una App: si chiama Ultrabio ed è stata ideata e progettata da Bioscience Research Center (BsRC).

L’applicazione, disponibile gratuitamente per Android e iOS, calcola su base statistica la dose di contaminanti assunti, rapportandola al peso corporeo dell’utente e comparandola ai valori soglia di sicurezza indicati da Efsa su base settimanale. Una innovazione nel panorama delle applicazioni legate al mondo della salute e dell’alimentazione, che permette all’utente di controllare la propria dieta regolando le assunzioni di alimenti considerati su base scientifica più critici e di mantenere la propria alimentazione sotto le soglie di rischio.

“L’esposizione ai contaminanti può rappresentare un rischio concreto per la salute pubblica – spiega Monia Renzi, direttore generale di Bioscience Research Center – e, in particolare, un cofattore importante legato allo sviluppo sul lungo periodo di alcune patologie non trasmissibili quali disordini del sistema endocrino, con potenziali conseguenze sullo sviluppo e la fertilità, solo per fare alcuni esempi".

Ultrabio risponde alla crescente sensibilità dei consumatori verso gli aspetti salutistici dei cibi e alla domanda di reperire informazioni attendibili. Si tratta di uno strumento di facile utilizzo, che consente di avere una stima delle dosi giornaliere e settimanali di contaminanti assunte, relazionate al limite ritenuto sicuro, in modo da poter correggere i propri comportamenti mantenendo l’alimentazione quotidiana sotto la soglia di rischio per sostanze chimiche potenzialmente pericolose per la salute, quali ad esempio mercurio, cadmio, piombo ed alcuni inquinanti organici persistenti.

Parte importante del progetto è stato dedicato alla selezione dei dati di partenza, la scelta dei criteri per la valutazione dei dati e la creazione del database che permette il funzionamento della App Ultrabio. “Il valore aggiunto di questa innovazione - spiega Renzi - è rappresentato dalla possibilità di tenere sotto controllo le abitudini alimentari critiche e di educare alla correzione, attraverso consigli e suggerimenti interattivi basati su dati oggettivi e su risultati della ricerca scientifica".

"Attualmente Ultrabio si basa su un cospicuo database di dati scientifici consolidati e validati relativi ai livelli di alcuni contaminanti chimici negli alimenti generici (es. pasta di grano duro, tonno, lattuga, alimenti per lattanti), ma il nostro progetto - aggiunge - è quello di implementare questo strumento, inserendo nuovi contaminanti e prodotti commerciali singoli, una volta raccolto anche l’interesse delle aziende che operano nel settore agroalimentare”.

 



AdnKronos

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