13 novembre 2019

Castelfranco

"Un cadavere eccellente”: polemica sulle parole usate da Zaia per l'ospedale di Castelfranco

Il Comitato in difesa dell’ospedale tuona contro Zaia: “San Giacomo deriso e falsamente rappresentato”

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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CASTELFRANCO – La recente visita di Zaia all’ospedale di Castelfranco ha scatenato diversi malumori ma a destre l’indignazione maggiore, alcune dichiarazioni del governatore che ha definito il nosocomio della città un “cadavere eccellente”. Affermazione fatta davanti ai microfoni di Rai 3, come spiega i portavoce del Comitato per la difesa dell’ospedale: “Dopo i tagli e l’indifferenza della politica, dopo le 20 mila firme e le manifestazioni ignorate, ecco questo video. Diteci se quanto dichiara il governatore Zaia al Tg regionale RAI rappresenta la verità? Diteci se è sopportabile che Zaia definisca l’ospedale di Castelfranco un cadavere eccellente?".

“Noi non consentiamo che la storia sia riscritta, nemmeno dal governatore più amato d’Italia. Non solo non permettiamo che un piano di drastico ridimensionamento dell’ospedale di territorio venga esibito come un'operazione salvifica e indolore – prosegue il Comitato -. Ma non accettiamo che il San Giacomo sia definito una carcassa da resuscitare. L’operazione IOV, caro governatore, ha significato la soppressione di quasi la metà dei posti letto ospedalieri castellani, piombati da 300 a 169 (con 20 posti solo provvisori per la Chirurgia) e la cancellazione di interi reparti. Chirurgia, Anestesia e Rianimazione, Radiologia, Ematologia, Gastroenterologia, Urologia, una parte della Terapia intensiva, Anatomia Patologica, Traumatologia e Ortopedia, Lungodegenza: tutti eliminati o ceduti allo IOV. Un salasso ingiustificato, perché la sede staccata dell’istituto oncologico padovano sarebbe potuta approdare a Castelfranco nei piani vuoti dell’immensa struttura”.

Gli attivisti del Comitato pro ospedale quindi aggiungono: “E invece si è scelto di sacrificare l’area della Castellana e la struttura più efficiente e capiente del territorio senza, peraltro, aumentare - in misura corrispondente ai tagli - la dotazione dell’ospedale di Montebelluna. Insomma, governatore Zaia, le consigliamo di rileggersi cifre e dati del progetto che la sua giunta ha portato avanti, con il clamoroso e colpevole appoggio dell’amministrazione comunale Marcon. Scoprirà che la favola dell’aumento dei posti letto generalisti non regge. E che da queste parti nessuno la beve. Rilegga poi gli ottimi dati sull’occupazione media dei reparti e l’eccellente qualità di molti servizi castellani. Una qualità che per decenni è stata un fatto e non un’opinione, ed è rimasta invariata e intatta fin quando la politica non ha preso in mano l'accetta e non ha cominciato a colpire”.

Quindi rivolgendosi direttamente a Zaia l’ennesimo invito: “Le consigliamo anche di fare un giro lì dove la gente vive davvero per prendere nota delle liste d’attesa che si allungano, delle strutture private che fioriscono mentre la sanità pubblica cede il passo, scompare, rinuncia suo malgrado alla vocazione universale. La esortiamo, governatore, ad approfondire la storia del San Giacomo che si perde nei decenni e non si cancella, nemmeno con una delibera di giunta regionale. Sappia che noi abbiamo perso la battaglia per volontà di una politica che ha perso sé stessa e la propria vocazione, ma abbiamo combattuto a lungo. Sappia che la classe dirigente veneta ha dimenticato 20 mila firme, tre manifestazioni di piazza e tante proposte costruttive che avevano scosso la città, ma noi non dimentichiamo”.

Quindi le conclusioni dell’ampio sfogo di reazione alle parole del governatore, con una stoccata agli amministratori locali: “E adesso non accettiamo che il San Giacomo - parte fondamentale della nostra storia, dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale fino a pochi mesi fa - venga da Lei o da chiunque altro deriso o falsamente rappresentato. La invitiamo a una lettura più onesta e rispettosa del territorio. E speriamo che il nostro sindaco, almeno questa volta, abbia il coraggio di dire: questo è troppo!”.

 



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