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15 ottobre 2018

Montebelluna

Un Memoriale a misura di tutti: arrivati in Villa Pisani i totem di orientamento per ipovedenti

Installati nella zona di ingresso principale

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pannelli ipovedenti

MONTEBELLUNA - Sono stati installati oggi, nella zona di ingresso principale, i pannelli pensati e realizzati per l’orientamento degli ipovedenti all’interno del Meve, il Memoriale Veneto della Grande Guerra che sta prendendo forma all’interno di Villa Pisani a Biadene di Montebelluna. E’ entrata infatti nel vivo la fase allestitiva del Memoriale la cui inaugurazione è attesa per il prossimo 3 novembre, una data anche simbolica, che anticipa la ricorrenza del 4 novembre con il 100mo anniversario della vittoria della Grande Guerra.

 

I due pannelli sono stati “donati” dall’impresa Bordignon che in sede di offerta economica ha voluto inserire questi dispositivi per ipovedenti quale offerta migliorativa al proprio intervento edilizio e di restauro di Villa Pisani. Essi, assieme ad una postazione audio fissa posta all’ingresso, andranno rappresentano i primo step nella composizione del pacchetto di materiali informativi e orientamento che in futuro verrano sviluppato per garantire un’accessibilità totale a tutta l’esposizione da parte degli ipovedenti in visita al Memoriale, migliorando l’accessibilità per questa parte di pubblico. Realizzati in formato su fondo blu, essi illustrano la planimetria a rilievo con testo in colore bianco e caratteri normali ingranditi a lettura tattile a rilievo e caratteri a rilievo braille in linea con le norme ADA e UNI 8207.

 

“E’ una proposta quella donataci dalla ditta Bordignon davvero intelligente perché va incontro alle esigenze di una parte di pubblico - spiega il sindaco, Marzio Favero -. Tanto più interessante all’interno del Memoriale che ricorda che dal fronte sono tornate molte persone ipovedenti al seguito delle ferite riportate in combattimento e dei guasti prodotti dall’impiego dei gas. E’ un gesto che vale come contrappasso all’ideologia della perfezione fisica così cara a tutti i fanatici della guerra. Come ha ben scritto l’amico Domenico Mazzoccato nell’opera teatrale “Mato de Guera“ partirono per il fronte pezzi d’uomo e ritornarono uomini a pezzi con una centinaia di migliaia di mutilati italiani. Fra gli obiettivi progettuali quello di avere uno spazio accessibile a tutti”.

 

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