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18 gennaio 2018

Treviso

"Una casa di accoglienza per padri separati"

Il progetto del Centro per il volontariato Treviso che sabato nel meeting provinciale affronterà il tema della riforma del terzo settore

Isabella Loschi | commenti |

TREVISO - In Provincia di Treviso ci sono 446 associazioni di volontariato attive delle quali 350 aderenti a Volontarinsieme, per un totale di 9.500 volontari attivi. Circa la età del totale ha tra i 50 e i 50 anni e un diploma di scuola media superiore. Il 44% delle realtà operano nell’ambito delle donazioni, il 27% nel sociale, il 7% nella disabilità e, scendendo di percentuale, gli altri ambiti quali il servizio agli anziani, le dipendenze, la famiglia, ambiente e animali, solidarietà internazionale, cultura. L’associazione più storica è la “San Vincenzo de Paoli” di Treviso e Vittorio Veneto, fondata nel 1950, mentre l’ultima entrata è l’associazione “I bambini della casa del Sorriso” di Oderzo, che si occupa di bambini con disabilità.

Anche se in questi ultimi anni il mondo del volontariato e del non profit deve fare i conti con la riduzione dei fondi per i nuovi progetti derivanti dalle fondazioni bancarie, la crisi dei sistemi di welfare e la difficoltà di capire come sanare i bisogni e promuovere i problemi delle persone, sono molti i progetti su cui Csv Treviso vuole investire nei prossimi mesi. Tra tutti una casa di accoglienza per padri separati, un programma di raccolta delle eccedenze alimentari, un progetto legato alla ludopatia in collaborazione con l’Usl e il decollo di un percorso per i pre-adolescenti contro il bullismo e la dispersione scolastica. Il prossimo anno sarà decisivo per il mondo del volontariato con l’entrata in vigore della riforma del Terzo Settore.

La riforma prevede, tra le altre cose, che i Csv non siano più solo al servizio delle organizzazione di volontariato ma del volontariato in generale, nell’ambito di tutte le diverse tipologia di enti. Varia anche il sistema di finanziamento che farà leva su un unico fondo nazionale, mentre fino ad oggi l’amministrazione e il controllo dei finanziamenti spettava ai Comitato di Gestione regionali e che saranno sostituiti da organizzazioni nazionali e territoriali di controllo che nel caso Veneto coinvolgerà anche il Friuli Venezia Giulia. “Treviso, di fronte alle indicazioni che prevedono un Csv ogni milione di abitanti, ha sollecitato i parlamentari trevigiani a farsi carico della necessità che il Csv rimanga provinciale, per le caratteristiche legate al numero di soggetti del Terzo Settore presenti in provincia – sottolinea Alberto Franceschini Presidente Csv Treviso – Ciò è possibile perché la norma consente delle deroghe.”

La riforma sarà oggetto del Meeting provinciale del volontariato che si svolgerà sabato 14 ottobre a Ca’ del Galletto, con relatori l’onorevole Edoardo Patriarca già portavoce del Terzo Settore, Carlo Mazzini consulente enti non profit, e i docenti universitari Antonio Fici e Luca Degani.

“Dal 2000 al 2015 l’infrastruttura del volontariato ha sostanzialmente tenuto – sottolinea Franceschini - nonostante la crisi il numero complessivo di associazioni e volontari è rimasto relativamente stabile, anche se permane un'ombra sulla quota, che resta in calo, di chi è disposto a fare donazioni in denaro. Ma la vera fida sarà incidere sull’80% dei cittadini ‘inattivi’, quelli che non hanno mai svolto alcuna attività di volontariato, né hanno mai fatto donazioni”.

 



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Isabella Loschi

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