23 luglio 2019

Vittorio Veneto

UNA GARA DI SOLIDARIETA' PER COMPLETARE L'HOSPICE VITTORIESE

Presentata la struttura residenziale Casa Antica Fonte. Sarà avviata una raccolta fondi per raccogliere 700mila euro

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Vittorio Veneto - Qual è il luogo ideale per accompagnare le persone affette da patologie incurabili (in particolare le neoplasie in fase avanzata) nell’ultimo tratto della loro esistenza?
La casa (per chi non è privo di assistenza) offre sicuramente calore e supporto psicologico al malato terminale, ma è carente da un punto di vista terapeutico, l’ospedale, invece, è attrezzato per le cure e non per i sintomi; entrambe queste soluzioni risultano, pertanto, inadeguate.

A questo scopo, Ulss 7 realizzerà, nel tempo massimo di cinque anni, a Vittorio Veneto (comune che ha donato il terreno), una struttura residenziale di riferimento denominata “Casa Antica Fonte” (nella foto il progetto) del tutto innovativa rispetto ad altri hospice presenti nel territorio regionale.

La costruzione verrà realizzata in località Costa tra l’ospedale civile e il Cesana Malanotti, in un'area collegata con la città e il nosocomio.
Il progetto, curato dagli architetti De Luca, Foltran, Meneghello si sviluppa in 1400 metri quadri (140 per paziente) e prevede aree scoperte e 10 mini appartamenti tutti esposti al sole. Il resto della struttura contemplerà spazi dedicati alla vita quotidiana, un’area per l’attività di diagnosi e cura, locali per l’incontro con le associazioni di volontariato, riunioni e convegni. Non poteva mancare, poi, un piccolo luogo di culto.

Queste ed altre informazioni, oltre ad interventi importanti (Direttore Generale Ulss 7, Presidente Comitato per l’Ospice, Presidente Conferenza dei Sindaci, Gianantonio Da Re, primo cittadino di Vittorio Veneto e il Vescovo Mons Corrado Pizziolo) e piacevoli intramezzi musicali, sono state fornite venerdì 11 dicembre durante la presentazione alla cittadinanza del progetto di realizzazione della struttura e del percorso di sensibilizzazione che il Comitato promotore, presieduto dalla Dott.ssa Francesca Steccanella, intende veicolare.
“Casa Antica Fonte-ha spiegato il direttore generale Ulss 7 Angelo Del Favero-  non deve essere visto come un luogo di morte, ma come un punto di riferimento in cui è possibile lenire la sofferenza e vivere il più serenamente possibile i momenti difficili delle malattia anche solo per una fase temporanea.  

La struttura rimarrà aperta 24 ore su 24 al fine di dare dignità e sollievo (vi si praticheranno "cure" palliative contro dolore, ansia, insonnia) al malato e a tutti coloro che egli desidera avere vicino. Esperti professionisti garantiranno ai pazienti standard di cura elevati secondo le migliori pratiche cliniche, nella cornice di un ambiente gradevole e ben attrezzato”.

Per sopperire al costo dell'opera (2 milioni e mezzo di euro) la Regione dovrebbe dare un contributo di 900 mila euro così come l’Ulss 7. Per raccogliere i fondi rimanenti si aprirà una gara di solidarietà contando sulla sensibilità dei cittadini.
Se ciò non fosse sufficiente, Del Favero ha garantito che l'Usl si accollerebbe la spesa.

 

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Di ritorno dalla Presentazione dell’Hospice Casa Antica Fonte
Ieri sera, venerdì 11 dicembre 2009, ho preso parte, presso il Seminario Vescovile di Vittorio Veneto, assieme a molti altri cittadini vittoriesi e non, alla presentazione del progetto dell’Hospice per malati oncologici che presto diventerà realtà nella nostra ULSS.
Spenderò solo una parola per giudicare la serata: coinvolgente.
Non perché non meriti ulteriori aggettivi, ma perché il motivo di questa mia lettera è un altro.
Uscendo dalla cerimonia mi sono imbattuto in una locandina che annuncia per domani, domenica 13 dicembre, presso il collegio Dante, una presentazione dal titolo “ Il cancro è un fungo”, tenuta dal dr. Tullio Simoncini che riconduce ad una terapia a base di bicarbonato di sodio. Leggendola mi ha pervaso un forte senso di indignazione, prima come cittadino e secondariamente come operatore sanitario che si occupa di oncologia da più di venti anni.
Avendo lavorato per più di dieci anni come oncologo medico presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) ho inevitabilmente assorbito una buona dose di quello che si definisce “rigore scientifico”.
Da oncologo so anche che periodicamente la storia della cosiddetta “oncologia alternativa” è stata costellata da eventi simili. Ricordo ancora quando, circa dieci anni or sono, fui, mio malgrado, costretto a “vivere” il caso del Professor Di Bella e a prendere parte ad alcuni degli studi ( penso alle perplessità della comunità oncologica scientifica internazionale sull’opportunità di condurli ) che, come è noto, smentirono in modo incontrovertibile le affermazioni sulla efficacia della sua cura.
Non voglio qui affermare che la battaglia contro il cancro sia oggi vinta, quanto sottolineare la necessaria correttezza che si deve esigere da chiunque voglia mettersi sulla strada che lo combatte.
Su questa strada, accanto ai pazienti e ai loro famigliari, stanno camminando da tempo migliaia di seri ricercatori, di clinici, di operatori sanitari in generale, di responsabili politici e di volontari.
Ora, quando si percorre una strada, e si voglia farlo correttamente, occorre rispettare delle regole condivise. Queste regole, per il campo che attiene alla salute, esistono e sono oggi dettate dalle Società Scientifiche Medico-Chirurgiche, da Organismi di controllo sulle approvazioni delle terapie (FDA, EMEA, AIFA), da Organismi Ministeriali, oltre che dall’onestà intellettuale che dovrebbe sempre guidare ognuno di noi.
E’vero anche come sia indispensabile una più corretta informazione scientifica da parte dei mass media, assieme ad uno sforzo maggiore da parte della comunità scientifica nel migliorare il proprio ruolo nella comunicazione, specialmente quando essa tocca un argomento come il cancro, per non lasciare spazio a nicchie che vengono prontamente occupate dalla pseudoscienza,.
Senza voler togliere nulla alla libertà di espressione, non bisogna però dimenticare che esiste un metodo accreditato, la sperimentazione scientifica appunto, per valutare con ragionevole certezza l’efficacia di farmaci e terapie.
Perché la vera scienza si basa su ipotesi, verifiche, fatti e dati e non su opinioni soggettive.

Dr. Domenico Errante
Medico Oncologo
ULSS 7 del Veneto

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