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22 ottobre 2017

Conegliano

Unesco, l'Italia candida il paesaggio del Conegliano Valdobbiadene

Il voto unanime della commissione arrivato nel pomeriggio

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CONEGLIANO - Con decisione unanime, la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha candidato, a nome del governo italiano, il paesaggio vitivinicolo del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene per l'ambito ingresso nella lista dei beni materiali. Il ministro Martina ha firmato ieri il dossier di candidatura così da consentire l'odierna valutazione per l'invio a Parigi.

 

Per l'area veneta la candidatura fu avviata nel 2009 dall'allora ministro Zaia. Sono solo 9 i paesaggi vitivinicoli iscritti nella Lista dell'Unesco su un totale di 1052.

 

La Commissione nazionale italiana per l'Unesco, presieduta da Franco Bernabè, ha deciso con parere favorevole di sei ministeri di candidare le colline del Prosecco dove regna "un equilibrio inscindibile tra uomo e territorio rappresentato nelle tradizioni e nella letteratura del '900 e nelle citazioni del suo paesaggio in numerose produzioni pittoriche di maestri del Rinascimento Veneto".

 

Martina aveva anticipato ieri il suo sì convinto a una "candidatura che esprime con forza la capacità del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e promuovere l'Italia nel mondo''. Il logo Unesco, spiega il consigliere Pier Luigi Petrillo rappresenta un marchio di eccellenza, di unicità, ed è il criterio di scelta dei grandi flussi turistici. Per questo è così ambito. un marchio raro che premia in Italia solo 51 siti materiali e 7 elementi immateriali. Il sito rappresenta oltre 20mila ettari e coinvolge 15 comuni".

 

Si punta a rafforzare il primato mondiale detenuto dall'Italia con 51 riconoscimenti, incalzato dalla Cina che ne conta 50, e dalla Spagna che arriva a 49.

 

“E’ un giornata storica – commenta il Presidente del Veneto, Luca Zaia – voglio innanzitutto ringraziare tutti quelli che hanno lavorato al dossier, una fantastica squadra che ha visto intrecciarsi professionalità di altissimo livello, veri e propri cultori e conoscitori del territorio. Scienza e amore per la nostra terra. Un’altra porzione di Veneto sta dunque per entrare nell’olimpo dei grandi siti dell’umanità.

 

Ringrazio, inoltre, il presidente Bernabè, tutti i ministri del governo rappresentati nel CNIU, che hanno sostenuto la candidatura con l’approvazione, e i loro tecnici”. “Ora ci manca l’ultimo miglio per raggiungere l’ambito risultato – aggiunge Zaia – Il raggiungimento del marchio Unesco è un grande risultato per il Veneto, che premia un dossier ben fatto, con tutte le carte in regola, e un territorio che ha fortemente creduto in questa candidatura.

 

La tutela Unesco rappresenterà l’inizio di una nuova era, che affida una grande responsabilità al  Veneto e ai veneti, e motiverà l’intero territorio. Ci riteniamo ufficialmente a disposizione, come ente e territorio, per il Segretariato Unesco”. Ora la Commissione nazionale per l’Unesco, che ha fatto proprio il giudizio di merito espresso ieri dal Ministero dell’Agricoltura, trasmetterà la proposta di candidatura alla rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unesco di Parigi, che consegnerà il dossier, inviato dalla Regione Veneto, entro la scadenza del 31 gennaio.  

 

Dal 1° febbraio 2017 inizierà il processo di valutazione il cui esito finale sarà annunciato entro  luglio 2018, a dieci anni esatti dall’inizio del percorso con la sottoscrizione dell’intesa tra la provincia di Treviso e i sette comuni delle ‘terre alte’ della Marca (Cison di Valmarino, Follina, Miane, Revine Lago, Tarzo, Valdobbiadene e Segusino) per la salvaguardia paesaggistica e ambientale dell’area collinare e con la prima richiesta di ingresso nella ‘tentative list’ dell’Unesco da parte dell’allora ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia.

 

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