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21 ottobre 2018

Vittorio Veneto

Università per la Formazione Continua – Ippolito Pinto

Colloquio con il Presidente Roberto Domini

Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

VITTORIO VENETO - Ricorre quest'anno il 40° anniversario della nascita del Movimento della Terza Età, che intendeva dare vita a una struttura dove le persone si potessero ritrovare e rinsaldare le amicizie e opportunità.

Quella intuizione fece decollare nell’ottobre del 1985 l'attuale Università per la formazione continua, intitolata al prof. Ippolito Pinto, primo presidente, illustre insegnante e già preside del Liceo Flaminio.

Sabato 6 ottobre si è aperto il nuovo anno accademico, un'occasione per presentare questa realtà culturale, che si è rafforzata nel tempo, divenendo un punto di riferimento per la Città nel campo culturale e sociale.

In foto la prolusione " La pubblica sicurezza tra etica, politica e legge" del dr. Pier Riccardo Piovesana, già questore di Parma.

 

 

Ne abbiamo parlato con il Presidente Roberto Domini, che da subito ha sottolineato: "L’università si pone come ponte atto a superare gli ostacoli tra generazioni e diverse identità. L’organizzazione di giornate di studio, lezioni aperte alla città su temi di attualità, la presentazione di libri e altre manifestazioni di natura culturale, in collaborazione con gli istituti formativi cittadini aiutano a creare un humus fertile di idee che fa il bene del territorio", mettendo in luce "l’università non ha scopo di lucro, ma si considera protagonista di una attività di promozione e utilità sociale. Ciò si attua attraverso lo sviluppo di iniziative di incontro, dibattito, informazione e formazione, esperienze personali e di gruppo, viaggi, approfondimenti di attualità, sensibilizzazione ai problemi del territorio e valori della solidarietà".

Questa la struttura dell'Università:

a) 30 soci, che eleggono gli 8 membri del consiglio direttivo; b) I docenti; c) gli allievi.

 

I corsi si svolgono ogni giorno dalle 15.00 alle 17.00 presso l’Aula Magna della Biblioteca Civica o la Rotonda di Villa Papadopoli.

Questi i corsi principali attivati: Impresa/società; Letteratura; Scienze; Arte; Scienze umane; Salute/Benessere; Natura e territorio; Nuove tecnologie.

 

Il Presidente, comunque, mette in luce che sono programmate anche "altre Lezioni, aperte alla cittadinanza, su temi di attualità e interesse, incontri con gli autori di libri e saggi, con cadenze mensili. Inoltre sono organizzate gite e visite guidate, momenti aggregativi, spettacoli teatrali, pranzi sociali".

A inizio del nuovo anno, ci si è soffermati sugli obiettivi più significativi.

1. I rapporti con le Istituzioni...

L’università non ha mai avuto vita facile nell’ambito della comunità in cui è inserita. Ha dovuto lottare per sopravvivere non avendo una sede designata e soprattutto, nonostante abbia guadagnato la sua credibilità sul campo, viene ancora guardata con sospetto. Le sedi si sono succedute nel tempo, impedendo alla dirigenza di poter sviluppare piani strategici a lunga scadenza. I finanziamenti avuti dall’amministrazione si sono nel tempo ridotti. Nell’anno appena trascorso è stato possibile ricevere un sufficiente sostegno finanziario in cambio di un impegno attivo di un gruppo di nostri volontari presso i musei cittadini. Tale situazione è stata però temporanea e legata agli eventi del centenario del termine della Prima Guerra Mondiale. L’anno accademico che andiamo a iniziare non sembra foriero di buone notizie, ma la speranza, come tutti sanno, non ci abbandona. Per assurdo l’università non necessiterebbe di nulla qualora la sede assegnata fosse degna di tale nome e le condizioni di lavoro fossero sicure, dignitose e confortevoli. Sarebbe importante modificare il paradigma con cui viene premiato il lavoro svolto; da una sostegno più simile a un elemosina si dovrebbe passare a un progetto a lungo termine teso a migliorare le condizioni di vita delle persone che frequentano l’università e dar loro maggiori opportunità di crescita culturale in un ambiente in cui creare opportunità limitanti l’esclusione. Ciò rappresenterebbe un ulteriore stimolo per la dirigenza che ha il dovere di puntare verso obiettivi sempre più elevati. Tra questi il più importante è rappresentato dalla certezza della sede.

2) Come va il rapporto con la comunità?

LA COMUNITÀ ha bisogno dell’università per il suo ruolo teso a creare nuove motivazioni nelle persone che spesso sono messe ai margini della società, perché non al passo con i cambiamenti. I corsi di informatica hanno consentito lo sviluppo di capacità minime assolutamente essenziali nella vita di oggi, riducendo così i costi sociali dell’esclusione.

3) E sugli insegnanti?

Hanno un ruolo fondamentale nel continuare a portare avanti un progetto esperienziale che non può fermarsi con l’andata in quiescenza. Il patrimonio di conoscenze e competenze è importante e andrebbe utilizzato al meglio per non disperdere quanto di buono può essere ancora regalato alla comunità.

4) E gli allievi?

Sono la grande risorsa perché dimostrano il desiderio di migliorarsi, di vivere la comunità e di non lasciarsi andare. Attraverso il loro entusiasmo si esprime il ruolo sociale dell’università. La loro diversa estrazione è un elemento di ricchezza non misurabile, ma importantissimo.

***

Queste alcune indicazioni di carattere informativo:

Per iscriversi bisogna recarsi presso la segreteria, sita nella Rotonda di Villa Papadopoli in Piazza Giovanni Paolo I, nr. 71 a Ceneda.

La segreteria è aperta da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 17.00.

L’iscrizione all’Università avviene previa accettazione delle norme statuarie e il pagamento della quota annuale di € 60.

Tutti gli allievi sono assicurati contro terzi e contro infortuni.

La tassa consente l’accesso ai corsi presso la sala conferenze della biblioteca.

La partecipazione alle attività di laboratorio/lingue in rotonda è subordinata al pagamento di ulteriori 10 € per tener conto delle spese sostenute.

 



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Pietro Panzarino - Vicedirettore

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