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16 luglio 2018

Cronaca

Usa, Francia e Gb attaccano la Siria

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Dopo le minacce Trump passa ai fatti. A una settimana esatta dagli attacchi con gas chimici a Douma, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di aver ordinato un raid contro il regime siriano condotto assieme a Francia e Gran Bretagna. "Poco fa ho ordinato alle forze armate statunitensi di lanciare attacchi in Siria" ha detto Trump alle 21 ora americana, le 3 in Italia. Il presidente americano ha annunciato "attacchi di precisioni" contro obiettivi in Siria collegati al programma di armi chimiche.

 

GLI OBIETTIVI - Tre gli obiettivi colpiti nella notte e indicati dal capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Joseph Dunford. In un briefing al Pentagono, Dunford ha parlato di un centro di ricerca a Damasco, un deposito di armi chimiche a ovest di Homs, e di un altro deposito e un centro di comando sempre nei pressi di Homs. Secondo quanto riferito da testimoni alla Cnn forti esplosioni sarebbero state udite a Damasco. Nel raid, almeno sei soldati americani sarebbero rimasti feriti. Lo ha detto una fonte militare siriana alla Dpa, secondo cui nell'attacco è stato distretto il deposito nell'area di Sheen. Secondo l'agenzia di stampa di Damasco Sana, nello stesso raid sarebbero rimasti feriti anche tre civili.

 

IL DISCORSO DI TRUMP - Nel suo discorso in tv, Trump ha parlato di una decisione presa in seguito all'attacco "spregevole e malvagio" a Douma e attribuito al regime siriano. "Non è stata l'azione di un uomo - ha sottolineato - ma il crimine di un mostro"."L'obiettivo di questa azione - ha sottolineato Trump, ricordando che "il massacro" di una settimana fa ha rappresentato "un'escalation significativa" nell'utilizzo di armi chimiche da parte "di un regime veramente terribile" - è di creare un forte deterrente contro la produzione, la diffusione e l'uso di armi chimiche". "Siamo pronti a sostenere questa risposta fin quando il regime siriano non smetterà di usare agenti chimici proibiti" ha quindi scandito il presidente statunitense. Quindi si è rivolto direttamente a Russia e Iran, alleati del regime di Damasco, "maggiormente responsabili per il sostegno ed il finanziamento del regime criminale di Assad". A loro, "chiedo: quale tipo di nazione vuole essere associata all'uccisione di massa di uomini, donne e bambini innocenti? Le nazioni del mondo possono essere giudicate dagli amici che hanno. Nessun Paese può nel lungo periodo avere successo, promuovendo stati canaglia, tiranni brutali e dittatori assassini". Poi, indirizzandosi a Mosca ha sottolineato: "la Russia deve decidere se continuare lungo questo sentiero buio". Nella notte, anche la premier britannica Theresa May ha detto di aver dato ordine alle forze militari britanniche "di condurre attacchi coordinati per ridurre il potenziale dell'armamento chimico del regime di Damasco e dissuaderne l'uso". Nel suo discorso May ha fatto riferimento a Douma parlando di "un attacco chimico che ha ucciso 75 persone, inclusi bambini, in circostanze di puro orrore".

 

LA REAZIONE DI MOSCA - Immediata la replica del Cremlino. L'ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Anatov ha annunciato che l'attacco non resterà senza "conseguenze". "Insultare il presidente della Russia - ha rimarcato - è inaccettabile e inammissibile". "Tutta la responsabilità sta a Washington, Londra e Parigi - ha detto in una nota - Gli Stati Uniti, Paese che ha il più grande arsenale di armi chimiche, non ha il diritto morale di accusare altri Paesi".

 

LA REPLICA DELL'IRAN - Anche l'Iran ha avvertito che dopo i raid, che condanna "fortemente", ci saranno "conseguenze regionali". Secondo quanto si legge sul canale Telegram del portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, "gli Stati Uniti e i loro alleati, senza alcuna prova e prima anche di una presa di posizione dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), hanno condotto questa operazione militare contro la Siria e sono responsabili delle conseguenze regionali di questa azione avventurista".

 

LA CONDANNA DI DAMASCO - Damasco ha condannato "nei termini più forti l'aggressione" di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna contro il territorio siriano. "La Repubblica araba siriana - afferma una fonte del ministero degli Esteri, citata dall'agenzia di stampa Sana - condanna nei termini più forti la brutale aggressione americana, francese e britannica contro la Siria, che rappresenta una palese violazione del diritto internazionale".

 

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Christian Corrocher ha lasciato Conegliano, sua città natale, per andare a vivere nella foresta Amazzonica. Per anni ha mangiato solo pesce e yucca ed è vissuto senza elettricità, né acqua corrente. Questa è la sua storia

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