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25 marzo 2019

Benessere

Vaccini: Iss, fanno bene solo a chi li produce? Falso.

AdnKronos | commenti |

Roma, 11 gen. (AdnKronos Salute) - I "vaccini fanno bene solo a chi li produce. Questa credenza che le indicazioni alla vaccinazione siano suggerite da esigenze commerciali delle aziende produttrici, piuttosto che da bisogni sanitari e sociali, è certamente falsa". Parola degli esperti dell'Istituto superiore di sanità (Issalute.it), che, in partnership con l'AdnKronos Salute, smontano diverse fake news diffuse in tema di vaccini.

La vaccinazione "è, attualmente - ricordano innanzitutto - il più efficace degli interventi in campo medico mai scoperto dall'uomo, secondo solo alla potabilizzazione delle acque in termini di riduzione della mortalità umana e in grado, ancora oggi, di evitare oltre 2,5 milioni di morti ogni anno. Inoltre, da un punto di vista economico, gli studi mostrano risultati inequivocabili: ad esempio, un'analisi di qualche anno fa ha mostrato che in 1 anno i soli ricoveri per morbillo sono costati al nostro Ssn 8,8 milioni di euro".

In Italia, proseguono, "la spesa annuale per i vaccini è pari a 310 milioni di euro, ovvero l'1,2% dell'intera spesa farmaceutica. Basti pensare che la spesa pro capite annuale per i farmaci comunemente usati per combattere l'acidità gastrica è di 14,80 euro, circa il triplo di tutti i vaccini complessivamente (5,05 euro). Oggi, grazie alla pratica vaccinale, le popolazioni stanno perdendo la percezione del rischio di ammalarsi di quelle malattie per le quali esiste il vaccino e che sono, quindi, sempre più rare. È necessario, quindi, che le società scientifiche, i politici ed i ricercatori si impegnino sempre più per informare correttamente i cittadini dei benefici sulla salute apportati dai vaccini, in assoluta assenza di conflitti di interesse", sottolineano.

I vaccini fanno venire l'autismo: ecco un'altra fake news che ancora circola sulla Rete. "Il pregiudizio dell'associazione tra vaccini e autismo - spiegano dall'Iss - nacque nel 1998 a causa di uno studio, pubblicato su una nota rivista scientifica, che sosteneva il legame tra il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia e i disturbi dello spettro autistico. Questa affermazione determinò ampio sconcerto nella comunità scientifica che qualche anno più tardi evidenziò gli errori metodologici di tale studio".

Infatti, "fu scoperto che l’intero studio era distorto da interessi economici e, nel 2010, l’articolo fu definitivamente ritrattato dalla redazione della rivista e, conseguentemente, il medico inglese autore dell’articolo fu radiato dall'Ordine dei medici. Nonostante ciò, la ricerca in questione ebbe una grandissima risonanza mediatica e fece abbassare drasticamente le percentuali di vaccinati in Europa, determinando la comparsa di migliaia di nuovi casi di morbillo, parotite e rosolia e loro complicanze, con pesanti ricadute sulla salute delle persone oltre che sociali ed economiche".

E "nonostante i numerosi studi scientifici condotti in tutto il mondo abbiano smentito la possibile associazione tra vaccini e autismo (dimostrando, peraltro, che non vi è stato un aumento dei casi di autismo in seguito all'introduzione in commercio del vaccino), in Italia, ancora oggi, la paura dell'autismo continua purtroppo a circolare e ad essere sostenuta da gruppi e associazioni contrarie alle vaccinazioni", avvertono.

Infine, "esiste il falso mito che i vaccini provocano gravi e dannosi effetti anche a distanza di anni dalla somministrazione. In realtà i vaccini, come tutti gli altri farmaci in commercio - evidenziano gli esperti dell'Iss - vengono attentamente monitorati attraverso un sistema di sorveglianza mondiale su milioni di somministrazioni effettuate, che fornisce informazioni sulla sicurezza anche a distanza di diversi anni dall'utilizzo".

"Grazie a questa sorveglianza possono essere rilevate e studiate anche le reazioni avverse più rare, citate nei foglietti illustrativi dei singoli vaccini. Inoltre - proseguono - tutti i prodotti vengono registrati attraverso una procedura europea standard e sono illustrati nel sito internet dell’European Medicines Agency. Gli effetti collaterali molto gravi sono estremamente rari e vengono attentamente monitorati, mentre i benefici della vaccinazione superano di gran lunga i rischi. Infatti, è molto più probabile che la salute venga gravemente compromessa da una malattia prevenibile con un vaccino piuttosto che dal vaccino stesso".

Concludendo, "senza le vaccinazioni si conterebbe un numero enormemente più elevato di malati e di morti: basti pensare che il vaccino per il morbillo può dare un’encefalite in 1 caso su 1 milione, mentre il non vaccinarsi può portare alla stessa complicanza ma in 1 caso ogni 2.000 o alla morte in 1 caso ogni 3.000. Un altro esempio è rappresentato dalla poliomielite che portava a paralisi nell’1% dei casi e a morte nel 5-15%, percentuali che, invece, con il vaccino attuale sono state azzerate", ribadiscono dall'Iss.

 



AdnKronos

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