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21 luglio 2018

Vittorio Veneto

"Vendere le quote Asco per bonificare l'ex Carnielli"

L'idea lanciata dall'assessore Giuseppe Costa

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - Vendere le quote Asco per bonificare l’ex Carnielli. E’ l’idea lanciata dall’assessore Giuseppe Costa: nel caso infatti l’operazione per rendere più appetibile il complesso non andasse a buon fine – e cioè se nessun acquirente si facesse avanti – toccherebbe al comune farsi carico della bonifica, che potrebbe essere finanziata cedendo le quote.

 

Nel prossimo consiglio comunale verrà presentata la delibera con cui il comune intende “rivedere” il piruea del 2008, rendendo più appetibile sul mercato l’ex Carnielli.

 

Gli interventi di recupero, concordati 10 anni fa, non sono mai partiti: i progetti, alla prova dei fatti, non si sono rivelati sostenibili dal punto di vista economico. A fronte di una grande quantità di cubatura concessa a fini di edilizia residenziale e commerciale, il soggetto privato avrebbe dovuto realizzare in contropartita una serie di benefici pubblici, costosi e difficili da concretizzare.

 

L’azienda in questione è poi fallita nel 2012 e ora, dopo 6 anni, con tutte le aste andate deserte, il curatore fallimentare ha comunicato l’intenzione di abbandonare il bene. L’amministrazione Tonon si è dichiarata disponibile quindi a riformulare l’accordo, per evitare l’abbandono. In questo infatti la palla passerebbe al comune, che dovrebbe farsi carico della bonifica, in primis dell’eternit che ricopre lo stabile.

 

“Sono 6mila metri quadri di amianto – spiega Costa -, che richiedono una spesa di circa 300mila euro. Potremmo pagarla, se dovesse presentarsi il bisogno, cedendo le quote Asco o parte di esse”. La priorità rimane quindi l’eternit: per la bonifica del cromo che inquina le falde ci vorrebbero infatti circa un milione e 200mila euro.

 

Sull’area insiste anche un progetto relativo alla realizzazione di una centralina per la produzione di energia idroelettrica, ottenibile con una derivazione dell’acqua del Meschio. Pur riconoscendo il valore dell’idea, l’amministrazione comunale ritiene però che in questo sito purtroppo inquinato, l’interesse pubblico di produrre energia pulita e rinnovabile vada in secondo piano rispetto a quello prioritario di eliminare le cause dell’inquinamento e tutelare la salute pubblica.

 



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Roberto Silvestrin

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