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18 giugno 2019

Nord-Est

In Veneto 4 minori su 10 testimoni di cyber bullismo

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VENEZIA - Secondo la ricerca ''I ragazzi e il cyber bullismo'' realizzata da Ipsos per Save the Children, i social media sono una modalità d'attacco usuale per il cyber bullo in Veneto (65%), che di solito colpisce la vittima attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie (70%) o tramite la creazione di gruppi ''contro'' (57%).

 

Giovani sempre piu' connessi, sempre piu' prepotenti: piu' di 4 minori su 10 sono testimoni di atti di cyber bullismo a danno di coetanei timidi (80%) o percepiti ''diversi'' per aspetto fisico (61%) per orientamento sessuale (56%) o perche' stranieri (45%). Madri piu' assenti che nel resto dell'Italia digitale: solo 26 su 100 sono amiche dei figli su Facebook, superate dal 30% dei padri. Secondo adolescenti e ragazzi veneti il cyber bullismo provoca soprattutto isolamento fino al rifiuto degli amici (secondo il 72%, contro il 65% dei minori italiani), della scuola (61%), depressione (55%). Questi alcuni dei dati dell'indagine ''I ragazzi e il Cyber bullismo'', realizzata da Ipsos per Save the Children e diffusa alla vigilia del Safer Internet Day, la giornata istituita dalla Commissione Europea per la promozione di un utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi Media tra i piu' giovani.

 

La ricerca oltre a fornire una fotografia sulle abitudini di fruizione del web da parte dei ragazzi italiani, indaga sull'inclinazione sempre piu' frequente tra i pre-adolescenti, ma ancor di piu' tra i teenager, a sperimentare attraverso l'uso delle nuove tecnologie una socialita' aggressiva, denigratoria, discriminatoria e purtroppo spesso violenta.

Socialita' aggressiva, denigratoria, discriminatoria e purtroppo spesso violenta

Se per il 68% dei ragazzi che vivono in Veneto si puo' esser puntati durante la sosta in piazzetta, nel solito locale o in altri abituali luoghi di aggregazione, per l'83% dei minori intervistati la scuola rappresenta la residenza elettiva del bullismo nella vita reale, che trova rinforzo ed eco in quella virtuale attraverso un utilizzo pressoche' costante di dispositivi di ultima generazione.

 

Come sono percepiti ''vittima'' e carnefice'' dai loro coetanei? In larghissima maggioranza, i ragazzi della Regione esprimono ''solidarieta''' alla persona perseguitata e secondo l'85% il malcapitato non se lo meritava veramente. Quando si chiede ai ragazzi quali contromisure adottare per arginare il fenomeno, la maggior parte suggerisce attivita' di informazione, sensibilizzazione e prevenzione che prevedano il coinvolgimento ad ampio raggio di scuola, istituzioni, aziende e degli stessi genitori.

 

(Adnkronos)

 

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