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18 novembre 2018

Treviso

In Veneto un residente su 10 è straniero. Tra i nuovi nati, 1 su 5

La popolazione straniera supera la media nazionale dell'8,3%. La prevalenza è di donne

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TREVISO - Un residente su dieci in Veneto è straniero. Nella regione, che rimane la quinta per popolazione complessiva (Istat, 31 dicembre 2015) e la terza per numero di immigrati, i residenti complessivamente sono 4.915.123 e di questi 497.921 sono stranieri. E' quanto emerge dal "dossier statistico immigrazione 2016", curato dall'Idos, da cui si evince che l'incidenza delle persone non italiane, quindi comunitari e non, sui residenti rimane significativa pari al 10,1% dell'intera popolazione regionale, superando la media nazionale dell'8,3%.

 

La flessione di residenti stranieri rispetto al 2014 (-13.637) è dovuta al passaggio in altre regioni, ad altri paesi europei o al ritorno nel paese di origine. Su ciò incide anche il cambio di cittadinanza non compensato dal numero dei nuovi ingressi e dai nuovi nati. Il Veneto è la secondo regione (prima la Lombardia) con il maggior numero di stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana dell'intero paese (25.802 nel 2015) sia il più alto numero di cancellazioni per l'estero (ri-emigrazioni, rimpatri) pari a 5.698 unità.

 

La stasi demografica riguarda tutte le province venete (-2,7% media regionale), mentre i valori assoluti indicano la provincia di Verona, con 107.049 residenti stranieri, come l'area a più forte concentrazione migratoria (il 21,5% del totale regionale). Segue Padova (95.083 residenti) che sorpassa Treviso (94.397) e diventa la seconda area per numero di immigrati della regione. Vengono poi le province di Vicenza (88.515), Venezia (81.650), Rovigo (18.664) e Belluno (12.563).

 

Anche nel Veneto, come in Italia, si confermano la prevalenza delle donne straniere residenti rispetto agli uomini (52,8%) e la presenza di un numero crescente di nuovi nati di origine straniera. Ogni cinque nati nel Veneto, uno non ha la cittadinanza italiana, 8.161 su 38.961 pari al 20,9%. Il boom delle acquisizioni di cittadinanza ha riguardato più di 50 persone ogni mille stranieri residenti, con quote più alte nelle province dove il radicamento della popolazione immigrata è consolidato da più tempo come Treviso (69,0) e Vicenza (66,4).

 

Se si considerano i soggiornanti piuttosto che i residenti, il quadro che emerge mostra una regione in cui la presenza immigrata è molto radicata tanto che 7 cittadini stranieri su 10 hanno un permesso a tempo indeterminato, solo 3 su 10 hanno un permesso a termine. Per quanto riguarda i soli permessi a termine, il 45,4% sono per motivi di famiglia e il 42,7% per lavoro, il 6,5% per motivi di asilo umanitari (di questi circa il 60% sono di persone ancora in attesa di valutazione dello status).

 

L'immigrazione in Veneto dimostra una multipolarità di arrivi. I non comunitari residenti in Veneto erano, nel 2015, 355.458 mentre i comunitari 142.463, e la gran parte di questi ultimi (82,3%) era costituita da cittadini romeni (117.194), che quindi risultavano nel Veneto il primo gruppo nazionale non italiano. Se si considerano solo i non comunitari, le aree continentali dei residenti vedono la prevalenza dell'Europa (40,5%), seguita da Africa (28,8%), Asia (26%), America (4,7%), Oceania 0,1%. Non cambiano storicamente i principali paesi di provenienza in Veneto ma si tratta di presenze in costante diminuzione. Queste sono dal Marocco (49.742) e Albania (37.000). Lievi variazioni interessano gli altri principali gruppi dalla Moldova (37.247), Cina (32.878), Bangladesh (17.201), Ucraina (16.507), India (15.620), Serbia (15.559), Nigeria (13.332), Kosovo (11.972), Sri Lanka (11.724).

 

Il Veneto rimane la regione di preferenza per alcuni gruppi nazionali tanto che i moldavi nel Veneto rappresentano più di un quarto dell'intera migrazione moldava in Italia (26,2%), lo stesso vale per alcune popolazioni balcaniche, per esempio i Serbi (il 36,8% della migrazione serba in Italia si è stabilita in Veneto).

 

Richiedenti asilo. Ai primi di maggio 2016 in Veneto erano presenti nelle strutture di accoglienza 8.701 richiedenti asilo, pari all'1,7% dei cittadini stranieri residenti in regione. Nel corso del 2015 le presenze sono quasi quadruplicate (da 2.112 a 8.300 circa); ai primi di maggio 2016 risulta, secondo la ricerca, un ulteriore aumento del 4,8%. Dei presenti, 8.398 erano ospitati in strutture temporanee (96,5%) e 303 nello Sprar. I nuovi centri/progetti Sprar veneti in apertura, dopo l'ultimo bando, potrebbero contribuire a riequilibrare almeno in parte la situazione.

Una elaborazione compiuta su 402 persone accolte in provincia di Treviso, presso le strutture di una Rete formata da vari soggetti locali, ne ha analizzato la composizione per età: gli ospitati si concentrano nella fascia 18-23 anni (49,0%); se si somma la fascia 24-29 si giunge a quasi l'80%; l'età media risulta di 24,5 anni. Difficile un calcolo preciso di quanti vengano accolti perché i dati sono disaggregati. I richiedenti asilo accolti in Veneto fino al 2014 hanno avuto come riferimento per l'esame delle domande la commissione territoriale di Gorizia, mentre nel 2015 sono entrate a regime anche la commissione di Verona e la succursale di Padova. Quella di Gorizia per il 2015 ha fatto nuovamente prevalere le domande accolte (75,3%) sui dinieghi, in percentuale ancora maggiore rispetto al 2014 (61,5%). Nelle commissioni di Verona e Padova i dinieghi hanno prevalso sulle domande accolte con percentuali più alte di quelle nazionali (60,5% e 71,5%; media Italia: 58,5%).

 

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