12 novembre 2019

Nord-Est

Venezia non sceglie, sarà ballottaggio Casson-Brugnaro

Altri 15 giorni per capire chi guiderà la città lagunare

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VENEZIA - Il 'cappotto' di cinque anni fa stavolta non c'è stato: Felice Casson, candidato del centrosinistra, non è riuscito ad eguagliare l'impresa che portò Giorgio Orsoni a insediarsi dopo il primo turno sulla poltrona di sindaco di Venezia sconfiggendo Renato Brunetta. Il senatore Pd sfiderà al ballottaggio l'imprenditore di Umana e presidente della Reyer Luigi Brugnaro, in rappresentanza delle forze moderate.

"Quello che mi dispiace è che Venezia - dice - stia altre due settimane senza sindaco"; altri 15 giorni per capire chi guiderà la città lagunare fuori dalla stretta ancora forte, sul piano dell'immagine e del sentire cittadino, dello scandalo Mose, di cui ricorre tra tre giorni l'anniversario.

A dividere Casson da Brugnaro sono poco meno di 10 punti percentuali, (il 38,1% dei consensi per il primo dopo lo 133 sezioni scrutinate su 256, contro il 28,4 per il secondo) una forbice troppo esigua per permettere all'ex magistrato di dormire sonni tranquilli in vista del ballottaggio. Tanto più che la lista che riconduce direttamente al presidente della Reyer ha sopravanzato con il 20,8% dei consensi l'omologa di Casson, ferma al 16,6. Dalle urne è uscito il terzo posto del candidato M5S Davide Scano (13%), seguito dal leghista Gian Angelo Bellati (12%), probabilmente sospinto dallo stesso vento favorevole che ha condotto Luca Zaia alla riconferma come governatore della Regione e, più lontana, dall'ex presidente della Provincia di Venezia, fuoriuscita dal Carroccio, Francesca Zaccariotto. Di un 'ciclone Zaia' parla lo stesso Casson. "Un effetto trascinante sul centrodestra c'è stato" rileva.

Stavolta l'ex pm, a differenza di Orsoni, non ha potuto contare sull'appoggio di Area Popolare che ha preferito dare la sua fiducia insieme a Forza Italia a Brugnaro. Dopo essersi recati ieri alle urne Casson e Brugnaro hanno scelto di staccare la spina da qualunque impegno elettorale. Il senatore, assecondando il suo spirito riservato e riflessivo, è salito in macchina ed è andato a passeggiare da solo in montagna, mentre Brugnaro ha scelto la compagnia della sua famiglia e ha trascorso la giornata come un normale padre, giocando con i tre figli di 5, 2 anni e 4 mesi.

Il copione del 14 giugno, dopo vent'anni di predominio incontrastato della sinistra, sembra dunque ancora tutto da scrivere: la partita delle comunali appare aperta in laguna, per la prima volta, a qualunque risultato. Per più di qualcuno Casson, sostenuto in campagna elettorale dall'arrivo a Mestre del premier Matteo Renzi, ha scontato l'onda lunga dello scandalo Mose e di un anno di gestione commissariale tra tagli di bilancio e casse da risanare dopo l'uscita di scena di Orsoni e della sua giunta.

Tutto come da copione per Brugnaro. "Mi aspettavo il ballottaggio - dice - avevamo fatto dei conti ben precisi perché quando decido di fare una cosa è per vincere". Al punto da scommettere decisamente sulla vittoria finale. "Invito chi ha votato altri di inseguire il mio sogno al ballottaggio - esorta - lontano dalle logiche dei partiti, della politica cui abbiamo assistito in questi anni per un progetto che è contro il 'partito del no' e che nulla fa per i cittadini".

 

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