17 agosto 2019

Treviso

Vent’anni di litigi finiti in tragedia: la vittima dell'omicidio è Paolo Tamai, imprenditore a Villorba

Era sposato con Anna e avevano due figlie

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A sinistra l'omicida Giovanni Padovan, a destra la vittima Paolo Tamai 

SILEA - Un rapporto di litigi continui che andavano avanti da circa 20 anni. Fino a ieri, quando ha preso il fucile e gli ha sparato in faccia.

Il 91enne Giovanni Padovan ha confessato di aver ucciso, ieri mattina a Nerbon di Silea, il genero Paolo Tamai. La vittima aveva 63 anni, era sposato con Anna, figlia dell'assassino, con al quale viveva a Nerbon, nell’abitazione a fianco al suocero. Paolo aveva due figlie, Jessica e Laura, che da anni non abitavano più con i genitori ma che ieri sono accorse per prime non appena hanno saputo cosa era accaduto. Tamai era un artigiano titolare di una piccola azienda di automazioni a Villorba, insieme al suo socio Marino Giacomin, anche lui arrivato sul posto appena ricevuto la notizia.

Il suocero Padovan, invece, era in pensione da molti anni ed era un ex cacciatore, motivo per il quale deteneva regolarmente un fucile in casa. Ieri, dopo aver sparato al genero si è barricato in casa, finchè i carabinieri lo hanno convito ad uscire. Portato al comando di Silea l'uomo ha confessato l’omicidio, ma senza spiegarne i motivi. Succesisvmaente è stato trasferito all’interno del carcere di Santa Bona. 

Il rapporto fra Padovan e il genero, secondo quanto riferito dagli uffici dell’amministrazione comunale, era deteriorati da molti anni, soprattutto per questioni legate a rapporti interpersonali e non di natura economica.

 

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