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18 giugno 2018

Economia e Finanza

Verso l'estinzione delle transazioni in contanti: come si pagherà in futuro?

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Forse un giorno, neanche troppo lontano, il portafoglio diventerà un oggetto da cercare sui banchi dei mercati dell’antiquariato e del vintage e noi pagheremo i nostri acquisti tramite un chip sottopelle. Roba apparentemente da Isaac Asimov, penserete voi, ma neanche troppo, vi rispondiamo noi. Vi sarete, infatti accorti che il mondo dei metodi di pagamento è ormai da qualche anno in fervente trasformazione e sta modificando in modo drastico il panorama economico mondiale.

 

Proprio dai dati del nuovo osservatorio mensile di Findomestic, realizzato in collaborazione con l'Istituto Doxa, emerge che i pagamenti elettronici sono sempre più diffusi, anche per i microimporti, ossia quelli inferiori ai 5 Euro, e le carte di credito (approfondimenti su http://www.cartedipagamento.com/confronto_carte_di_credito.htm), i bancomat, le carte prepagate o, più in generale, le carte di pagamento sono entrate nell'uso quotidiano dei consumatori nostrani. Se una volta, infatti, per poter essere titolare di una carta di credito si dovevano soddisfare determinati requisiti finanziari e reddituali, oggi il mercato propone strumenti di pagamento innovativi, molto smart è decisamente flessibili.

 

L’altra notizia che fa riflettere arriva dagli Stati Uniti, dove proprio il mese scorso si è aperta una nuova pagina dell’era contemporanea dei pagamenti digitalizzati, con l’eliminazione dell’obbligo di firma quando si fanno acquisti con la carta di credito. La tecnologia mette infatti oggi a disposizione misure di sicurezza sempre più efficaci che permettono la verifica dell'identità dell'intestatario in modo sicuro e veloce attraverso chip e PIN monouso che garantiscono la tracciabilità di ogni operazione.

 

Non solo carte di credito, però, perché sembra che vadano molto di moda anche i pagamenti tramite smartphone, grazie ad app dedicate, così come emerge quanto gli italiani si dimostrino interessati a strumenti ancora più innovativi, come la scansione dell'impronta digitale o, appunto, l'innesto di un chip sottopelle.

 

Ancora più futuribili, ma anche in questo caso non così lontani, sono i pagamenti via wearable, ovvero quelli effettuati attraverso dispositivi indossabili, come gli smartwatch, i braccialetti- borsellino, i portachiavi o qualsiasi oggetto e che possa essere, per l’appunto, indossato e abbia la dimensione sufficiente per poter essere dotato di chip. Il gioco è semplice: basta avvicinare il polso o il dispositivo in questione ai POS e i pagamenti vengono autorizzati all'istante, senza dover tirare fuori il portafoglio o aprire l’App dello smartphone.

 

Ovviamente anche in questo caso il nostro paese è indietro rispetto ai cugini europei o a quelli di lingua anglosassone e lo stesso Osservatorio di Findomestic mette in luce come gli italiani siano ancora molto attaccati ai contanti e solo il 9% degli intervistati pensa che nel giro di cinque anni si possa fare a meno di loro; nonostante questo, però, negli ultimi due anni abbiamo dimostrato di saper essere tecnologici e aperti al futuro anche noi, nel pieno rispetto delle nostre belle tradizioni, e non siamo più il vituperato fanalino di coda dell’Eurozona in questo settore.

 

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