08 dicembre 2019

Vieni a “ballare” in Italia

- Tags: Giovani, lavoro, Caparezza

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Valentina Piovesan | commenti |

“I delfini vanno a “ballare” sulle spiagge. Gli elefanti vanno a “ballare” in cimiteri sconosciuti. Le nuvole vanno a “ballare” all’orizzonte. I treni vanno a “ballare” nei musei a pagamento. E tu dove vai a “ballare”?”. Ma vieni a “ballare” in Italia, no!?

 

Magari mentre sei a lavoro, perché se non ti fanno fuori la paura di perdere il posto, la diossina, l’amianto o non ti cade direttamente in testa un locomotore, può sempre arrivare una tromba d’aria e finisci in fondo al mare con la gru, a ventinove anni con una vita davanti. Oppure, mettiamo che tu apra un bar in cui lavori onestamente, nel quale investi sogni, speranze e giovinezza. Ma le scadenze economiche e la paura per il futuro terrorizzano tutti e non risparmiano nessuno (tranne forse quegli imprenditori milionari convinti che “il Protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese”) e ti mettono il cappio al collo quando ancora sei nel fiore degli anni.

 

E come ammazzi il tempo in attesa che il lavoro ammazzi te? Magari vincendo un bel concorso con “graduatoria a tempo determinato”, se serve ti chiamano ma dopo qualche mese di impiego arrivederci, grazie e avanti un altro. O partecipando a un favoloso “stage non retribuito”, o a un sublime tirocinio: mirabolanti conquiste della modernità queste, quasi quasi stava meglio Oliver Twist dentro una workhouse. E ringrazia che te li facciano fare, sono “sciccherie” con la “SC”, perché qui di "CH" ci sei solo tu, noi, facce da choosy che non siamo altro.

 

Devi essere elastico, giovane spocchioso, più dell’elastico di una fionda (ma bada bene che il “sasso” che scaglierai da quella fionda, per urlare al mondo che il posto fisso non è affatto una noia, potrebbe tornare indietro ancora, ancora e ancora, tanto che il risentimento che accumuli potrebbe scorticarti vivo); non pensare al fatto che a forza di "elasticità" cominci a maturare i contributi per la pensione (ma quale pensione?) a trentacinque anni, o che cambiando continuamente lavoro in attesa di trovare quello giusto ti senti come il capitano Achab che tenta di arpionare Moby Dick, ma con un forchettone da barbecue.

 

Qualche decennio fa poco dopo i "Trenta" avevi già lavoro, casa e pargoli. Ora come ora infilare tutte e tre queste condizioni contemporaneamente è meno probabile che vedere la cometa di Halley. Ecco palesarsi la dinastia dei genitori attempati, che leva le tende da casa a trent’anni suonati, genera fra i quaranta e i cinquant’anni e fra qualche tempo si ritroverà sul Bruco Mela con prole e dentiera.

 

E la classe politica cosa fa? Questa elefantiaca, gerontocratica rappresentanza dei propri interessi? Che quando va male percepisce il vitalizio dopo cinque anni e becca 3000 Euro al mese? Vota! Vota contro l’abolizione del vitalizio, naturalmente, com’è accaduto nel 2010, con 498 no e 22 sì. E meno male che ce lo ha fatto sapere Report, laudato si’, mi’ Signore per sora luna e per il fatto che esistano YouTube, la condivisione libera di informazioni e altri “lussi” di codesto tipo. Fino a quando ci toglieranno pure quelli insieme a tutte le altre libertà e ci ritroveremo a fare ginnastica davanti a uno schermo che ci “guarda” col terrore di essere beccati se non riusciamo a toccarci le punte dei piedi con le dita, come in 1984 di Orwell.

 

In questo meraviglioso momento storico c’è tempo anche per la suspense e il mistero: lo stipendio di Napolitano si sarà alzato oppure no di quasi 9000 Euro? Il Colle nega attraverso Twitter, ma Libero smentisce la smentita pubblicando la tabella del Tesoro allegata alla legge di bilancio 2012: paura, eh? Altro che Blu Notte. E in mezzo a questo marasma mefitico di accadimenti quali sono le prospettive per il futuro? Per il PD Bersani, classe ’51, sessantuno anni suonati. Berlusconi, forse, per il PdL: lasciando perdere i suoi, ehm, trascorsi, ma vogliamo riflettere sul fatto che è del ’36? Che anche Monti, dal canto suo, è del ’43? Due esponenti su tre di quelli chiamati in causa sono anagraficamente più “antichi” del Referendum del 2 giugno 1946.

 

L’esperienza è un tesoro, ma è giunto il momento di garantire una rappresentanza politica che incarni veramente gli ideali degli onesti cittadini, Under 40 compresi. Perché la dignità lavorativa, sociale, politica non deve essere una congettura o un’ipotesi. Con questi chiari di luna la gioventù umiliata e sfruttata rischia di non sperimentare la sicurezza di un’esistenza dignitosa nemmeno quando giungerà l’autunno della vita. Lo stesso vale per l’anziano di oggi, che non arriva a fine mese anche a causa delle decisioni del geronte di ieri. In attesa che cambi qualcosa, qualunque sia la tua etade, vieni a “ballare” in Italia e, come cantava Caparezza già quattro anni fa, “grattati le pal... pure tu".



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