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26 giugno 2019

Ambiente

Vigneto – vino – vigneto, un processo autosufficiente

Elena Zanardo | commenti |

CONEGLIANO - Che le buone pratiche sostenibili e l’attenzione ai rifiuti fossero indispensabili anche nelle attività a stretto contatto con la natura lo potevamo intuire, ma ora grazie al Progetto PRO.S.E.C.CO., ne abbiamo la certezza e a parlare sono le prove pratiche.

In questo caso PRO.S.E.C.CO. sta per PROduzione Sostenibile di Energia da Combustione e di Compost, un progetto che, al via già da diverso tempo, coinvolge l’area di Conegliano Valdobbiadene e ha come obiettivo quello di trovare un’alternativa allo smaltimento delle biomasse residuali originate dai processi di gestione del vigneto e di vinificazione, primi fra tutti sarmenti e vinacce, che per consuetudine venivano bruciate, con conseguente e spiacevole dispersione di fumi e polveri. L’alternativa all’eliminazione di questi residui tramite il fuoco è stata il riutilizzo: sia come fonte energetica che come concime; fatto per un po’ di tempo e tenuto sotto controllo l’andamento, il Progetto attesta la validità di questa alternativa,non solo in nome della sostenibilità ma per un vantaggio vero e proprio perché rende il vigneto quasi autosufficiente.

Le prove pratiche del buon esito vengono ora registrate e utilizzate per redigere una guida.

Dai risultati si apprende che è possibile utilizzare i sarmenti di vite come combustibile per la produzione di energia termica ma è necessario utilizzare caldaie di media-alta potenza, che consentono l’economica applicazione di filtri per l’eliminazione delle emissioni di polveri sospese.

Il compostaggio dei sarmenti in combinazione con le vinacce è una pratica valida ed efficiente per ottenere dell’humus da riutilizzare nei vigneti stessi ed arricchire la terra e la sua dotazione di sostanza organica del suolo. Il progetto ha analizzato anche la triturazione dei sarmenti sul filare e la loro bio-sanificazione mediante trattamenti con funghi antagonisti. Benché la validazione della tecnica richieda più anni, i risultati sono già ottimistici, pare infatti che la vite cresca meglio sia in quantità che in qualità.

 



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Elena Zanardo

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