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24 marzo 2019

Vittorio Veneto

"Il vigneto vicino all'asilo deve essere biologico": il comune di Vittorio Veneto emana l'ordinanza

Il documento sancisce che il vigneto vicino all'asilo di San Giacomo dovrà essere bio

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - Il vigneto vicino all’asilo di San Giacomo deve essere biologico. Lo sancisce l’ordinanza emanata dal comune di Vittorio Veneto, che ha stabilito che la nuova piantumazione dovrà rispettare le regole della coltivazione bio. L’ordinanza è stata emanata ieri: l’amministrazione vittoriese ha deciso di adeguarsi alle indicazioni fornite dall’Ulss 2, che invitava ad adottare provvedimenti per rendere obbligatorio un vigneto di tipo bio.

 

Il documento ordina alla proprietà del terreno, dove il 27 febbraio scorso è stato piantato il vigneto, di “procedere alla coltivazione della vite con metodo biologico certificato, in adesione allo specifico disciplinare dettato dal Protocollo Viticolo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg”.

 

L’ordinanza prevede anche l’adozione “di sistemi di recupero durante il trattamento della vite, al fine di evitare, sopratutto, rischi irritativi derivanti dalla dispersione di prodotti fitosanitari contenenti zolfo”. I lavori, nel vigneto, dovranno inoltre essere svolti in “fasce orarie e giorni esterni all’attività della scuola materna in parola, per evitare, soprattutto, dispersione di polveri e rumori”.

 

L’ordinanza è un provvedimento ad hoc, valido fino a quando non entrerà in vigore il nuovo regolamento intercomunale di Polizia rurale. Il vigneto si trova all’interno di un centro abitato consolidato, e il suo impianto – si legge sempre nell’ordinanza - “non è mai stato contemplato dalla disciplina urbanistica comunale”.

 

Nelle scorse settimane l’amministrazione aveva diffidato la proprietà dal procedere alla piantumazione del vigneto in assenza di un convenzionamento, e aveva anche emesso un’ordinanza di sospensione dei lavori di piantumazione. Nel documento emanato dal comune si legge anche che “importante letteratura medico scientifica ha stabilito una correlazione tra i pesticidi usati nella regione del prosecco e l’insorgenza di tumori e di una serie di altre patologie, oggi in espansione, quali diabete, patologie respiratorie, malattie neurodegenerative, cardiovascolari, disturbi della sfera riproduttiva, infertilità maschile, disfunzioni metaboliche ed ormonali, patologie autoimmuni, disfunzioni renali”.

 

“Allo stato attuale – recita ancora l’ordinanza - non è possibile stabilire in maniera incontrovertibile quale sia il nesso tra coltivazione del prosecco e danni alla salute con particolare riferimento ai bambini, tuttavia è stato scientificamente accertato che i bambini rappresentano la fascia d’età più sensibile per recepire possibili conseguenze dannose dall’utilizzo di prodotti chimici che, pur autorizzati a livello ministeriale, vengano somministrati in modo massiccio e comunque ravvicinato in un contesto in cui essi permangano stabilmente per molte ore al giorno”.

 



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Roberto Silvestrin

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