12 dicembre 2019

Castelfranco

"A Villa Emo gli uffici del Parco del Fiume Sile"

La proposta di Andrea Zanoni

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VEDELAGO - “Villa Emo è un patrimonio di tutti, va garantito il suo carattere pubblico e la piena fruibilità per cittadini e turisti. Zaia valuti l’ipotesi di acquisto da parte della Regione: in fin dei conti costa come poche centinaia di metri della Superstrada Pedemontana!”. È quanto chiede il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, preoccupato per il futuro del complesso palladiano di Vedelago e su cui ha presentato una mozione che verrà discussa dall’assemblea del consiglio di Palazzo Ferro Fini.

 

Nella mozione si impegna la Giunta regionale a farsi parte attiva, nell’ambito delle proprie competenze, per salvaguardare il carattere pubblico, l’unitarietà e la piena fruibilità da parte dei cittadini e del territorio, del prezioso complesso monumentale di Villa Emo e in subordine ad esercitare il diritto di prelazione di Palazzo Balbi con il fine dell’acquisto.

 

Gli appelli del Governatore non bastano, serve un impegno reale, certo nell’ambito delle proprie competenze, Villa Emo da oltre vent’anni è patrimonio Unesco. Anziché aspettare il salvifico arrivo di un mezzadro, come dichiarato dallo stesso Zaia, che rilevi tutto, scongiurando l’acquisto di qualche società straniera pronta a realizzare l’ennesimo resort per super ricchi, perché non si fa avanti la Regione? Non ci raccontino che è un problema di soldi: 300 milioni di euro per la Pedemontana si sono trovati in un batter d’occhio, eppure la Superstrada doveva essere pagata interamente dal privato. Qua la cifra da sborsare è decisamente molto inferiore”.

 

“Ricordo inoltre che è stato approvato un ‘Piano regionale di valorizzazione delle Ville venete’ con adesione al progetto interregionale per la ‘Valorizzazione turistica di un prodotto culturale: le ville’ insieme a Toscana, Sardegna e Campania. Di che valorizzazione parliamo se dovesse diventare una struttura extralusso per turisti facoltosi? Da parte dei residenti - sottolinea l’esponente democratico - c’è giustamente preoccupazione per la cessione da parte della Banca di Credito Cooperativo Trevigiano che riguarderebbe una frazione dell’immobile, facendo anche venir meno l’unitarietà del complesso che è unico nel panorama architettonico internazionale”.

 

“Il Consiglio comunale di Vedelago ha approvato una delibera dando mandato al sindaco, che due giorni fa ha scritto al ministro per i Beni culturali chiedendo un supporto concreto per evitare la vendita, di ‘intraprendere ogni utile iniziativa finalizzata a mantenere il complesso monumentale di Villa Emo in proprietà a soggetti che siano espressione, diretta o indiretta, della comunità locale, preservandone la fruibilità da parte dei cittadini e del territorio in generale’. Territorio che non è stato assolutamente coinvolto in questa vicenda. Occorre però far presto, poiché la proprietà ha accettato l’offerta di un privato lo scorso 28 gennaio e la firma dal notaio è prevista per il 30 giugno”, avverte Zanoni che lancia una proposta: “Potremmo portare a Villa Emo gli uffici del Parco del Fiume Sile, visto che Vedelago è uno dei Comuni che lo comprende, per Villa Vescovi nel Parco dei Colli Euganei esiste già un uso simile grazie ad un accordo tra Ente parco ed il proprietario, in quel caso il Fai. Inoltre si potrebbero ospitare alcuni uffici di Informazione ed accoglienza turistica o di aziende di prodotti tipici locali, dell’enogastronomia, sempre nell’ottica di un’offerta turistica differenziata. Sono alcune idee su cui discutere, l’importante è fare il possibile, e anche di più, per non perdere un patrimonio di tutti a vantaggio di pochi”.

 

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