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26 giugno 2019

Lavoro

Vino: nacque all'Elba grazie a Napoleone una delle prime Doc al mondo.

AdnKronos | commenti |

Roma, 22 mag. (Labitalia) - “Gli abitanti dell'isola d'Elba sono forti e sani perché il vino dell'isola dà forza e salute”. Lo diceva spesso Napoleone al suo rientro in Francia. E come dargli torto? Sarà merito del sole, della brezza marina, dei profumi della macchia: i vini dell’isola sono davvero pregiati, unici. Fu proprio Napoleone a istituire la prima Doc elbana, come è stato illustrato nel recente convegno dal titolo 'Isola d’Elba, avamposto della civiltà rurale nel Mediterraneo' che si è tenuto a Portoferraio. In occasione della giornata che la Regione Toscana ha promosso per la divulgazione della agrobiodiversità, l’Isola d’Elba ha deciso di dedicare un convegno per presentare una serie di studi sul rapporto tra l’isola e il vino. Il convegno è stato l’occasione per ricordare come sia stato Napoleone a istituire la prima Doc elbana: Gloria Peria, direttore scientifico degli archivi storici dell’Isola d’Elba, ha spiegato infatti come il 'Privilegio dell’Imperatore', ovvero uno scritto recentemente scoperto negli archivi dell’isola, possa essere considerato una sorta di Doc ante-litteram.

“Nel 1809 - ha raccontato Peria durante il convegno - i funzionari elbani sottoposero una supplica alla Granduchessa di Toscana Elisa Bonaparte, all’epoca titolare dell’Isola d’Elba e sorella di Napoleone, perché l’Imperatore prendesse provvedimenti per salvaguardare l’economia dell’isola. Napoleone rispose immediatamente eliminando le tasse di pedaggio ai vini elbani, equiparandoli quindi ai vini francesi e permettendogli libero accesso alle coste italiane divenute all’epoca francesi se fossero stati provvisti di un certificato di origine”. Il convegno ha poi presentato alcuni studi sulla vinificazione condotti dall’archeologo Franco Cambi e dal viticoltore elbano Antonio Arrighi che rievocano metodologie antichissime quali l’uso dell’anfora come vaso vinario e la 'macerazione' di uve in acqua di mare, alla maniera dei vini di Chio, così come ricordata da Plinio e dagli antichi georgici latini.

Durante il convegno diversi docenti universitari hanno inoltre argomentato i vari aspetti dell’agrobiodiversità sull’Isola d’Elba: Paolo Storchi del Crea di Arezzo, istituto di ricerca per la viticoltura, ha parlato della storia e delle caratteristiche dei vitigni dell’Isola d’Elba; Elvia Gregorace, giornalista enogastronomica, ha illustrato una ricerca in campo sui Palmenti, i luoghi dove si pigiava l’uva che offrono una mappa dell’ubicazione degli antichissimi siti di coltivazione della vite e dell’annessa trasformazione. Hanno completato il panel dei relatori del convegno Concetta Vazzana, docente di Ecologia Agraria dell’Università di Firenze; Agostino Stefani, della Scuola Superiore di Studi Sant’Anna di Pisa; Attilio Scienza, ordinario di viticoltura dell’Università di Milano.

 



AdnKronos

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