16 dicembre 2019

Nord-Est

La vita dopo la morte? E' digitale

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La vita dopo la morte? E' digitale

VENEZIA - La vita sul web oltre la propria morte. Il dibattito su 'che cosa' fare dei profili digitali che sopravvivono in rete quando una persona scompare, e 'chi' possa farlo, trova una risposta in un portale creato da un ingegnere veneto, 'Ricordandoti.net', online da ieri. Iniziativa simile allo strumento creato da Google, l'Inactive account manager che in caso di morte funge da testamento digitale riguardo tutti gli account di una persona e i dati a questi correlati.

 

Il sito, spiega il suo creatore, Andrea Alessandrini, permette la registrazione della 'volontà digitale' di una persona - un po' come il testamento biologico per la donazione di organi e l'accanimento terapeutico - che potrà decidere il destino del suo profilo digitale e dei suoi file nel post mortem. Ma offre anche ai congiunti e ai parenti di un defunto un servizio di intermediazione per la gestione del profilo della persona cara su Facebook, Twitter, account Google Plus ed altri. In questo modo il social network diventa una sorta di memorial web, nel quale, banalmente, non potrà più essere ricordata ad esempio dal provider la data del compleanno di chi non c'è più.

 

Il servizio propone ancora il recupero dei dati salvati remotamente dalla persona scomparsa, nel cosiddetto cloud, anche quando manchino le credenziali (password) che permetterebbero di portare a termine direttamente questa gestione. I costi del servizio, riferisce Alessandrini, variano in funzione della complessità dell'intervento, partendo da alcune decine di euro per la tenuta della volontà digitale.

 

Il portale è sviluppato in cinque lingue, con uffici locali in Italia, Francia e Spagna. Parallelamente Alessandrini sta trattando per assicurarsi la gestione in Italia del marchio spagnolo 'Postumer', che ha sviluppato un sito analogo nel paese iberico.

 

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