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21 novembre 2017

Politica

Vitalizi, cresce fronte critico nel Pd: "Legge Richetti pericolosa"

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Il no di Ugo Sposetti al ddl Richetti sull'abolizione dei vitalizi (già passato al vaglio di Montecitorio e atteso a Palazzo Madama per l'ok definitivo) comincia a mietere consensi tra i colleghi senatori del Partito democratico. "E' una legge pericolosissima, oltre che incostituzionale", dice all'AdnKronos la senatrice Pd Rosaria Capacchione. Premesso che la norma sul ricalcolo per i parlamentari che già godono di un vitalizio "non mi riguarda perché sono alla prima legislatura - osserva la parlamentare - nutro una grossissima perplessità che ritengo insuperabile: essendo una legge ordinaria, si applicherà a tutti".

Questo, secondo Capacchione, "significa che la pensione di mia mamma o di un operaio Fiat potrebbe essere ricalcolata: chi potrà dire di no in quel caso? E' una legge pericolosa - insiste - ma non per i parlamentari. E non sono la sola a dirlo. Perché una volta introdotto il principio retroattivo non ci sarà più certezza di nulla. Così apriamo una voragine rischiosissima".

CAPACCHIONE - Quindi voterà no al ddl Richetti? "Così com'è la legge è incostituzionale e inutile e quindi destinata ad avere vita breve. Intanto voglio capire se andrà a incidere anche sulle altre persone. Se il testo cambia, valuterò". Sposetti ha promesso una rivolta in Senato contro il provvedimento approvato alla Camera. Riuscirà a far proseliti? "A giudicare da come sono andate le cose a Montecitorio, dove ci sono altri numeri, devo dire che Sposetti ha ragione. E poi mi fa ridere questa roba di usare i parlamentari come capro espiatorio mentre i dipendenti di Camera e Senato restano in autodichia, con un altro regime... alla fine - chiosa Capacchione - avremo il privilegio dei burocrati".

MANCONI - Anche il collega di partito Luigi Manconi esprime le sue perplessità in merito al ddl passato alla Camera e ora atteso a Palazzo Madama: "Mi sembra una legge improvvisata, a fortissimo rischio di incostituzionalità", dice l'esponente dem all'AdnKronos. "Il minimo che si possa dire - aggiunge - è che si debba entrare nel merito, come proposto dal capogruppo Luigi Zanda".

 

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