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12 dicembre 2017

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, la burocrazia spegne i "Panevin"

Per accendere i roghi serve ora un piano della sicurezza firmato da un professionista, approvato da comune e Questura

Roberto Silvestrin | commenti |

burocrazia spegne panevin

VITTORIO VENETO - Siamo all’assurdo. Dopo la Mostra dell’artigianato di Ceneda e i “bandòt”, rischiano di saltare anche i tradizionali “Panevin”. In questi giorni gli organizzatori dei falò del 2017 si sono visti recapitare una lettera dal comune, che comunica l’introduzione di un nuovo – pesantissimo – iter burocratico da seguire per poter realizzare l’evento.

 

L’amministrazione comunica agli organizzatori che “la procedura per il rilascio dell’autorizzazione 2018 prevede necessariamente la preventiva valutazione della sicurezza organizzativa dell’evento”. E chi può farla? Il comune non risparmia consigli: “a tal fine si potrà ricorrere a specifiche professionalità reperibili all’ordine degli ingegneri, all’ordine degli architetti, al collegio dei geometri e geometri laureati, nonché al collegio dei periti industriali e dei periti laureati”.

 

Fuori dal burocratese, significa che la richiesta di permesso per il “Panevin” dovrà essere firmata dal responsabile dell’evento, accompagnata dal piano della sicurezza firmato da un professionista e controfirmata ancora dal responsabile. Scadenza fissata per il 15 dicembre. Perchè la documentazione, riporta la lettera, “sarà esaminata preventivamente dall’organo tecnico del comune e successivamente inoltrata alla Questura di Treviso per le valutazioni di competenza”.

 

Tutto questo a causa delle circolari emanate dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Treviso. E non è finita, perché il comune si riserva di presentare ulteriori prescrizioni in materia di emissioni. Per “brusar la vecia” bisognerà quindi chiedere la consulenza di esperti professionisti/laureati, passare l’esame del comune e il vaglio della Questura.

 

Con dei costi che potrebbero diventare insostenibili per le associazioni, che potrebbero non reperire i fondi necessari per pagare le prestazioni di un ingegnere. “Qui stanno completamente spegnendo l’entusiasmo di cittadini e associazioni, che sono linfa vitale per il territorio – ha commentato il consigliere leghista Gianluca Posocco – Sembra che vogliano imporre il coprifuoco con tutte queste norme e questa burocrazia.

 

Di questo passo rimarranno tutti a casa e non si organizzerà più nulla: ogni associazione rischia di dover spendere mille euro solo per le autorizzazioni ogni volta che vuole organizzare qualcosa. Ma dove siamo finiti?”

 



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Roberto Silvestrin

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