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21 gennaio 2018

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, a che punto siamo col progetto Sprar per i profughi?

Il 31 marzo scade il termine per la presentazione, l'anno scorso zero partecipanti al bando

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - A che punto è il progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e profughi) a Vittorio Veneto? Lo chiedono direttamente al sindaco Roberto Tonon – con una lettera – dal circolo vittoriese di Sinistra Italiana. Il 31 marzo scadono i termini di presentazione, e quelli di SI vogliono assicurarsi che non si ripeta la situazione del 2016, quando nessuna associazione e nessuna cooperativa avevano partecipato al bando.

 

“D’altra parte, quale cooperativa o associazione avrebbe potuto presentare il progetto di gestione richiesto nei soli 11 giorni di apertura del bando?” scrivono al primo cittadino. Sinistra Italiana passa poi ad elencare i benefici che la partecipazione effettiva al progetto Sprar comporterebbe per la città: “ Facciamo presente che l’ingresso nel sistema Sprar, a seguito dell’accordo Anci-Viminale, impedirà alla Prefettura di collocare altri rifugiati in città, in quanto il numero di ospiti indicato dal governo è in media di 2,5 per mille abitanti, e a Vittorio siamo ben al di sopra”.

 

La soluzione dell’accoglienza diffusa permetterebbe, secondo SI, di risolvere anche il problema delle tende al Ceis: “Visto che il progetto 2016 prevede di decurtare i 25 profughi interessati dallo SPRAR (19 richiedenti asilo+6 titolari di protezione) dal totale dei presenti, sarà possibile ottenere finalmente la eliminazione delle tende allestite nel cortile interno del Ceis”.

 

Inoltre, ricordano, ci sarebbero anche delle conseguenze economiche favorevole per tutti i vittoriesi in difficoltà. Si potrebbero infatti potenziare i servizi comunali per l’assistenza alle fascepiù deboli della cittadinanza, “utilizzando parte degli incentivi per l’accoglienza previsti dal decreto legge fiscale dell’ottobre scorso (500 euro per ogni richiedente asilo ospitato in città, da utilizzare per interventi rivolti a tutti i cittadini)”.

 

L’idea lanciata da SI è quella di un sistema diffuso di abitazioni temporanee, oppure quella di un dormitorio pubblico, come i tre presenti a Treviso, che potrebbero aiutare i vittoriesi in emergenza abitativa.

 



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Roberto Silvestrin

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