20 settembre 2019

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, chiuso il Caffè Commercio a Serravalle

Chiudono anche L’ago cantastorie e la galleria Anselmi Leonart

Claudia Borsoi | commenti |

VITTORIO VENETO – Attività che chiudono dopo decenni o che traslocano a Serravalle. Sul finire dell’anno, tante novità nel centro storico. La gelateria Flaminio di piazza Flaminio riaprirà a febbraio sempre in piazza, ma a lato del Museo del Cenedese là dove fino ad un mese fa aveva sede l’agenzia immobiliare C’è Casa, ora trasferita alla Vittoria Alata sud, in via Celante.

 

Sempre in piazza, ha chiuso il 26 dicembre il Caffè Commercio, dal 2000 gestito da Paolo Zanette e Tecla Ginelli. La loro è stata una decisione forzata dal fatto che non è stato rinnovato per il 2019 il contratto di affitto. L’edificio avrà dunque un altro futuro, mentre i due baristi hanno deciso di proseguire con una nuova attività, sempre in piazza Flaminio.

 

Praticamente di fronte, a lato dell’arco austriaco, al piano terra di palazzo Liberali apriranno intorno a marzo la loro nuova attività. «Il 31 dicembre – racconta Zanette – ci scade il contratto d’affitto. Non avendo avuto il rinnovo, siamo costretti a chiudere, ma non lasceremo Serravalle. Fra un paio di mesi, non appena il nuovo locale sarà pronto, apriremo proprio di fronte, a lato dell’arco austriaco. Ancora non abbiamo deciso il nome del locale, pensavamo a bar Flaminio, ma c’è già la gelateria. Quindi punteremo ad un richiamo all’arco».

 

Ha invece chiuso il 24 dicembre L’ago cantastorie, negozio di via Martiri della Libertà specializzato in filati e nell’arte di fare a mano con ferri, aghi e uncinetto. «È arrivato l’epilogo di questa bellissima avventura – hanno scritto le titolari Sonia e Claudia in un avviso appeso sulla serranda ormai abbassata -. Grazie a tutti coloro che ci hanno accompagnato in questi 15 anni!».

 

Chiuderà il 30 dicembre, pochi metri più a sud e sempre in via Martiri della Libertà, la galleria Anselmi Leonart. «Un sentito grazie a tutte le persone sensibili che ci hanno permesso, col loro acquisto, di arrivare sino ad oggi dopo quasi 20 anni di presenza a Serravalle – ha scritto l’artista Franco Anselmi -. Crediamo di aver offerto tanti spunti agli amanti della pittura. Abbiamo contribuito a creare gioia e piacere in coloro che si fermavano a scrutare dalle vetrine le ultime creazioni. Non essendo più esistente la figura del mecenate e considerato che l’aria non è commestibile, non ci resta che considerare chiusa questa avventura che ci ha visti profeti in patria».

 



Claudia Borsoi

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