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23 luglio 2017

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, punto nascita chiuso in estate. Dubbi e paure per il futuro

Sinistra Italiana: "E' un declassamento, così si aprono spazi ai privati"

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VITTORIO VENETO - Il “punto nascita” di Vittorio Veneto chiude e si accorpa a quello coneglianese per il periodo estivo. Per l’estate di quest’anno si nascerà quindi solo all’ospedale di Santa Maria dei Battuti a Conegliano.

 

Non ci sarebbe nulla di strano, se il reparto dell’ospedale di Costa non fosse da anni a rischio, viste le poche nascite registrate nel recente passato. Per fare un esempio, l’anno scorso il punto nascite vittoriese ha registrato solo 567 parti: sotto le 500 unità il Ministero della salute prevede la chiusura.

 

L’annuncio dell’unione provvisoria dei punti nascita è arrivata questa mattina: a comunicarlo i sindaci di Conegliano e Vittorio Veneto, Floriano Zambon e Roberto Tonon, insieme al direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi.

 

Quest’ultimo ha voluto subito rassicurare tutti, dopo i dubbi e le perplessità su una possibile chiusura del punto nascita di Costa: “L’accorpamento sarà limitato esclusivamente al periodo estivo (metà luglio-metà settembre) e non avrà, tengo a sottolinearlo, alcuna conseguenza per il futuro del punto nascita vittoriese. Entro metà settembre torneremo ai due punti nascita.

 

Tengo a precisare che non avevamo alternative, rispetto alla decisione di accorparli”. Il direttore ha infatti spiegato che ci saranno dei lavori di manutenzione che interesseranno anche l’unità di ostetricia di Vittorio. Inoltre, vista la carenza di personale dell’unità di pediatria, c’è “c’è l’assoluta necessità di garantire la turnazione e le ferie sia dei pediatri che del personale di comparto del nido che nell’ultimo periodo hanno accumulato un numero consistente di ore aggiuntive e di ferie arretrate”, prosegue Benazzi.

 

I dubbi però rimangono, e vengono esplicitati senza mezzi termini dal circolo vittoriese di Sinistra Italiana: “Un primo passo verso il declassamento della struttura di Vittorio da ospedale per acuti a ambulatorio-cronicario-ospedale per interventi programmati è stato già concretissimamente fatto con il trasferimento di traumatologia, cioè delle urgenze, a Conegliano”.

 

Un altro esempio fatto da SI riguarda la mancata attivazione dei posti letto nella terapia intensiva h24. Sarebbe infatti una parte di quel “progetto delle destre finalizzato a creare vuoti socio-sanitari in periferia, centralizzando le emergenze negli ospedali più grandi, meglio se nelle megastrutture provinciali. In questo modo si aprono spazi ai privati, finora tenuti fuori dal modello sanitario e sociale del Veneto, diffuso capillarmente nel territorio”.

 

SI ha promesso di vigilare sulla riapertura nei tempi previsti del punto nascita, e di controllare anche attentamente i “movimenti” che riguardano chirurgia e laboratorio.

 

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