18 novembre 2019

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, per Villa Papadopoli il Cesana ha un progetto da 8,5 milioni e 100 assunzioni

Il presidente Castro presenta il futuro della struttura al consiglio di quartiere di Ceneda

Roberto Silvestrin | commenti |

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VITTORIO VENETO - Quello del Cesana Malanotti per Villa Papadopoli è un progetto da 8,5 milioni di euro. Lo ha spiegato ieri sera, di fronte al consiglio di quartiere di Ceneda, il presidente dell’Ipab, Maurizio Castro.

 

Tutto ruota intorno ai 200 nuovi posti a libero mercato chiesti dalla struttura di via Carbonera, su cui il Tar si pronuncerà – presumibilmente – ad aprile del prossimo anno, dopo il “congelamento” deciso dalla conferenza dei sindaci.

 

100 nuovi posti andrebbero nella villa di Ceneda, altri 100 a Ca’ Mocenigo, per cui esiste un progetto da 4 milioni di euro per la ristrutturazione. Un piano – quella della Papadopoli – che avrebbe ricadute anche dal punto di vista occupazionale, con ben 100 assunzioni.

 

Il Cesana vuole crescere ed espandersi, e l’obiettivo è quello dei 500 posti. Le analisi parlano di una “povertà” di posti letto disponibili ad oggi: se le prescrizioni europee prevedono 50 posti letto ogni 1000 abitanti, Vittorio Veneto ne ha solo 27. In un territorio, quello dell’ex Ulss 7, in continuo invecchiamento: negli ultimi 5 anni gli over 65 sono cresciuti del 20% all’anno.

 

A Vittorio Veneto il 27% degli abitanti ha più di 65 anni, mentre l’8% è composto da ultraottantenni. La questione dei nuovi posti è però ancora ferma nelle sedi giudiziarie. Esistono – lo ha spiegato lo stesso Castro – tre scenari possibili.

 

Il primo, quello più probabile, vede la vittoria al Tar del Cesana e l’assegnazione dei 200 nuovi posti letto.

 

La seconda è che prima della sentenza si arrivi ad un accordo tra Regione, Ulss, Conferenza dei sindaci e Cesana per dirimere la questione: si tratta della “soluzione preferibile per tutti”, ha detto Castro.

 

Il terzo scenario, ipotesi molto remota, è quello di una “sconfitta” del Cesana: in questo caso la struttura abbandonerebbe il progetto e sarebbe costretta ad arrivare ad una soluzione alternativa.

 

Il Cesana ha comunque rinnovato gli impegni già presi in passato: rimarrà un ente di diritto pubblico (senza diventare di diritto privato), manterrà pubblico l’uso del parco Papadopoli e sistemerà a parcheggio la limitrofa area ex Rossi.

 



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Roberto Silvestrin

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