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20 settembre 2018

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto vuole recuperare più di un milione di euro, il comune si unisce al ricorso

La città fa parte dei 50 comuni trevigiani che vogliono la restituzione di quanto versato nel Fondo di Solidarietà 2018

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - Vittorio Veneto si unisce al ricorso dei comuni trevigiani contro il Governo. Questa volta l’amministrazione Tonon ha deciso di “accodarsi” agli altri enti per ricevere i soldi dell’Imu che sono stati versati nel Fondo di Solidarietà 2018.

 

La mancata presenza tra i ricorrenti che avevano combattuto la prima battaglia (quella per il Fondo 2015) aveva fatto nascere un’aspra polemica in città, con l’ex sindaco leghista Gianantonio Da Re che aveva accusato il primo cittadino, Roberto Tonon, di aver perso oltre un milione di euro dei cittadini.

 

I 44 comuni avevano infatti vinto il primo ricorso anche in consiglio di Stato, che aveva confermato la sentenza del Tar del Lazio: i comuni ricorrenti si vedevano “prelevare” milioni di euro, a fronte di un ritorno di qualche centinaio di migliaia di euro. La storica sentenza ha giudicato la ripartizione del fondo illegittima, per il ritardo con cui era stata emanata dal Consiglio dei Ministri.

 

Questa mattina è stato presentata l’iniziativa in base a cui i comuni hanno presentato una diffida per recuperare le somme (in alcuni casi milionarie), come stabilito dal Consiglio di Stato. Una diffida per chiedere che venga ottemperata la restituzione dei soldi nelle casse comunali.

 

Ma questa non è l’unica azione messa in campo, visto che l’Associazione dei comuni della Marca Trevigiana – assistita dal professor Luca Antonini – sta predisponendo anche il ricorso che riguarda il fondo 2018. Anche quest’anno infatti il decreto di riparto è stato pubblicato in ritardo, creando le condizioni per un altra battaglia legale.

 

Il comune di Vittorio Veneto, nello specifico, ha un saldo negativo di un milione e 300mila euro, mentre Conegliano di quasi 4 milioni. Il saldo negativo totale dei 50 comuni ricorrenti (ai 44 del primo ricorso se ne sono aggiunti altri 6) è di 26milioni di euro.

 

Il capogruppo Pd, Marco Dus, aveva replicato a Da Re invocando prudenza: “Seguendo la “logica” di Da Re si ottiene solo una vittoria di Pirro ma i soldi non si vedono, per il momento”. Il sindaco Tonon, invece, in una risposta al consigliere del Carroccio Bruno Fasan, aveva risposto che “un problema di questa natura deve essere affrontato e risolto nelle sedi opportune, cioè nella sede politica”.

 

Probabilmente, al di là del mancato arrivo (per ora) dei soldi e di uno sterile dibattito sull’opportunità delle sedi, l’amministrazione ha preferito non correre – di nuovo – il rischio di perdere più di un milione di euro.

 



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Roberto Silvestrin

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