11 dicembre 2019

Treviso

Voleva "sacrificarsi in nome di Dio", espulso tunisino residente nel trevigiano

Il ragazzo faceva proselitismo sul web, pregava per poter compiere la jihad

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TREVISO - Il provvedimento di espulsione nei confronti di un diciottenne tunisino "per motivi di sicurezza dello Stato" è stato firmato dal ministro dell'Interno Matteo Salvini ed eseguito ieri, quando il giovane è stato bloccato alla frontiera di ritorno dalla Tunisia, dove si recava di frequente. Salgono così a 402 le espulsioni/allontanamenti eseguiti dal 2015 ad oggi, di cui 39 nel 2019.

 

L'intelligence, informa il Viminale, aveva iniziato le indagini sul suo conto per l'attività di proselitismo che il diciottenne - residente nel trevigiano - faceva sul web e per la sua contiguità con soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo islamico, anche loro nel mirino degli investigatori.

 

Sul suo profilo Facebook postava commenti di adesione ideologica al jihad, di celebrazione del martirio e dei mujaheddin deceduti in combattimento nonché messaggi dal tenore antisemita. Il giovane aveva anche pubblicamente manifestato il desiderio di sacrificarsi "in nome di Dio" e "della moschea di Gerusalemme", rivolgendo la sua preghiera ad Allah per poter compiere il jihad. 

 

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