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22 giugno 2017

Economia e Finanza

Voucher verso l'addio, salta il referendum

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Primo passo per l'abrogazione dei voucher . La commissione Lavoro della Camera ha approvato un emendamento del Pd al ddl unico di riordino del lavoro accessorio che cancella i buoni lavoro. Il testo del provvedimento sarà recepito dal governo e inserito in un decreto legge che il Consiglio dei ministri approverà domani, disinnescando la parte del referendum, fissato per il 28 maggio, che interessa i buoni. Per consentire l'utilizzo dei voucher già acquistati sarà previsto un periodo transitorio.

La decisione di rinunciare definitivamente allo strumento è legata alla volontà dell'esecutivo di evitare il referendum. Per disinnescare la mina sarà necessario intervenire anche sull'altro quesito: quello degli appalti. Anche in questo caso si pensa a un decreto legge, ma non lo stesso che cancella i voucher, e la norma sarà scritta dal governo senza il contributo del parlamento. La legge in vigore prevede che il dipendente, nei casi in cui non venga pagato, deve rivolgersi prima all'appaltatore e solo in seconda battuta al committente.

Il referendum stabilisce invece che il dipendente può rivolgersi direttamente al committente. Il testo del secondo decreto legge dovrebbe, quindi, modificare la normativa attuale introducendo le variazioni stabilite dal quesito.

Confindustria - "Non ci piace, non ci piace nemmeno il modo. Ma se proprio si deve fare allora si faccia il referendum. Smontare le cose prescindendo dal dibattito non ci sembra la strada giusta". Ad affermarlo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, sull'ipotesi di eliminazione in toto dei voucher ipotizzata dal Parlamento. "La linea passata sui voucher è molto deludente, per quanto ci riguarda anche come scelta della politica. Se proprio si poteva fare, si doveva votare al referendum", sottolinea ancora Boccia.

Speranza - "Oggi con un emendamento si cancellano i voucher. Una clamorosa e benvenuta retromarcia da parte di chi in questi mesi ci ha ripetuto ogni giorno che 'i voucher non si toccano'. Una scelta che va anche al di là delle stesse ultime richieste di chi il referendum lo aveva proposto raccogliendo un milione di firme" scrive su Facebook Roberto Speranza. "Per me questo resta comunque solo il primo passo. Serve ora insistere per una radicale discontinuità sulle politiche del lavoro".

M5S - "La capriola del governo è imbarazzante. La sua incoerenza è clamorosa. Farebbero di tutto pur di sopravvivere, evitando il voto popolare. Lo diciamo da anni che lo strumento dei voucher si presta ad abusi. Ora hanno così tanta paura del referendum che preferiscono cancellare tout court uno strumento potenzialmente utile, se ben calibrato". Lo dicono i deputati M5S della Commissione Lavoro circa la discussione sui buoni. "Si poteva piuttosto scegliere da subito una soluzione più pragmatica e responsabile per regolamentare i voucher: un giro di vite su settori e platee in linea con la nostra proposta di legge - aggiungono i portavoce Cinquestelle - E' evidente invece che questo esecutivo è allo sbando, in confusione. E non sa che direzione seguire. Prima o poi il responso del voto, comunque, arriverà e per loro non ci sarà scampo".

 

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