12 novembre 2019

Treviso

Zaia: "Siamo pronti a licenziare i direttori delle aziende sanitarie inefficienti"

Uno degli obiettivi principali sarà quello di tagliare le liste d'attesa infinite

Mauro Favaro | commenti |

Mauro Favaro | commenti |

TREVISO – E adesso la Regione è pronta addirittura a licenziare i direttori generali delle Usl che non riescono a dare un taglio alle liste d'attesa infinite. A metterlo in chiaro è direttamente il governatore Zaia, più che mai deciso a rivoluzionare le modalità di accesso alle strutture pubbliche dopo aver denunciato il caso della paziente che a Montebelluna, Usl di Asolo, si è vista fissare una mammografia per il 18 giugno 2015. Cioè tra due anni e otto mesi.

 

Ho imposto che nei nuovi contratti dei direttori generali delle Usl sia inserita la possibilità di arrivare al licenziamento se non rispetteranno i parametri che detterà la Regione

 

Il presidente aveva assicurato di essere pronto a “scatenare l'inferno”. E nemmeno due giorni dopo ha mantenuto la promessa. “Non è possibile fare miracoli in sala operatoria e poi vedere che in corsia e nelle liste d'attesa può succedere di tutto di più – ha spiegato Zaia intervenendo all'inaugurazione del nuovo pronto soccorso pediatrico dell'ospedale di Treviso – per questo ho imposto che nei nuovi contratti dei direttori generali delle Usl sia inserita la possibilità di arrivare al licenziamento se non rispetteranno i parametri che detterà la Regione”. Tra questi il principale riguarderà proprio la gestione degli appuntamenti entro tempi di attesa ragionevoli. Il tutto a partire dall'inizio di gennaio, momento in cui le aziende sanitarie del Veneto cambieranno guida.

 

“Sul mio tavolo ho 277 curricula – ha rivelato – e non li sceglierò io, ma una società di cacciatori di teste, in modo oggettivo”. “Per chi rispetterà i criteri ci saranno dei premi, mentre per chi non li rispetterà ci saranno sanzioni – ha continuato il governatore – la cosa che bisogna capire è che non si possono lasciare da soli i cittadini: visto che i figli di papà alla fine un modo per curarsi lo trovano, noi dobbiamo concentrarci sul popolo e sui nuovi poveri figli di questa crisi”. Anche per questo ora Zaia sta pensando di lanciare nei pronto soccorso la figura degli steward. “La cosa che mi sento dire più spesso dai cittadini è che nelle urgenze si viene curati bene, ma si sta per ore ad attendere il proprio turno senza che nessuno dia qualche informazione – ha sottolineato – per questo degli steward potrebbero gestire le persone in attesa mentre i medici fanno il loro lavoro”.

 

Infine è arrivato un appello al buon senso di tutti, cosa che non si può imporre per decreto. “Se un impiegato vede che sta prenotando una visita tra due anni e mezzo – ha chiuso Zaia tornando sul caso di Montebelluna – deve fermarsi e chiedersi se quello che sta facendo è normale, anche se non è inserito in nessun mansionario”.

 



Mauro Favaro

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