22 settembre 2019

Zucchero amaro

- Tags: zucchero, OMS, obesità, diabete, etichette nutrizionali

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Eva Da Ros | commenti | (2)

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Prendo spunto dall'editoriale della rivista dell'Associazione Nazionale Dietisti (ANDID) per riproporvi un argomento già trattato nei primi mesi di vita di questo blog: lo zucchero.

Come vi raccontavo nell'articolo "Romanzo nero dello zucchero bianco" questo dolce incantatore delle nostre papille nasconde numerosi effetti avversi.
La dott.ssa Nancy Appleton , autrice del libro Lick the Sugar Habit, definisce il consumo di zucchero un "dolce suicidio" e arriva a stilare 141 conseguenze ad esso imputabili. (1)

Il consumo procapite di zucchero (spesso nascosto dove non te lo aspetti) è cresciuto a dismisura negli ultimi decenni, così come il numero di persone obese. C'è una relazione? Oggi la scienza dice di sì.
Per anni vi abbiamo invitato a controllare grassi e calorie come responsabili dell'aumento di peso. Bene, resettate.
Ora gli studi scientifici ci dicono che dovremmo fare attenzione ai chili di zucchero che mangiamo senza saperlo: nello yogurt alla frutta, nelle marmellate, nelle merendine, nei succhi di frutta, nei biscottini, nelle fette biscottate, nei cereali per la colazione, nei sughi pronti (sì, anche qui).

I danni dello zucchero, a cui ci abituano fin da piccoli con il biscottino nel biberon - ottimi clienti i bambini!-, sono oggi documentabili: obesità (2), diabete tipo 2 (3), danni cerebrali alle strutture della memoria (4), demenza (5)
Ma gli apparati istituzionali si muovono lentamente e stiamo ancora attendendo le nuove Linee Guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che dovranno fornire raccomandazioni per limitare il consumo di zuccheri nei bambini e negli adulti, vista l'emergenza obesità e i problemi di carie dentali.
Le ultime disponibili (anno 2002) consigliano un consumo di zuccheri aggiunti pari a massimo il 10% delle calorie giornaliere (stimando 2000 calorie medie, sono 200 calorie di zuccheri ossia 50 grammi), che si vorrebbe portare al 5%, pari a circa 25 grammi ossia 6 cucchiaini da tè.
Non sembrerebbe così difficile starci dentro a quei 6 cucchiaini, perchè quasi tutti i comuni mortali per "zucchero" intendono quello bianco, o di canna, da tavola (chimicamente saccarosio), e quindi potrebbero pensare "beh, tolgo lo zucchero da tè e caffè e sono a posto". Non è così semplice.

Le Linee Guida fanno riferimento a tutti gli zuccheri aggiunti sia dal consumatore che dal produttore. Proviamo qualche etichetta:
1 vasetto di yogurt alla frutta: 20g di zuccheri
4 fette biscottate integrali: 2,5g
1 cucchiaio di Ketchup: 1g
1 flauto Mulino Bianco: 11,6g
4 biscotti Gocciole Pavesi: 10g
1 caffè con una bustina di zucchero: 5g
1 lattina di cola: 33g

...e le marmellate? Qui bisogna stare attenti: le classiche sono fatte con frutta più zucchero (saccarosio), poi ci sono quelle "senza zuccheri aggiunti" che contengono dolcificanti artificiali, quelle con aggiunti "solo zuccheri della frutta" ossia concentrato di mele o uva (comunque zuccheri semplici!) e quelle 100% di frutta (le migliori ovviamente). Sempre e comunque un concentrato zuccherino, per cui usatele con moderazione.


E' di pochi giorni fa la notizia del ministro Lorenzin che attacca l'ipotesi delle nuove Linee Guida dell'OMS sugli zuccheri: secondo la sua opinione sarebbe un duro colpo per le aziende dolciarie e il made in Italy "senza alcuna prova scientifica che lo zucchero faccia male".
Pubmed, l'unica fonte scientifica affidabile, ha invece numerose prove a favore della sua colpevolezza.
Lo zucchero è un grande business per l'industria alimentare, chissà chi la spunterà...



FONTI: 

(1) http://nancyappleton.com/

(2) http://www.bmj.com/content/346/bmj.e7492

(3) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23620057

(4) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24153444

(5) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23924004



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Agghiacciante (come direbbe Crozza)! come riuscire a rimanere entro i 25 grammi di zucchero/dì?

PS: complimenti per la scrittura, semplice e chiara.

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Siamo un po' tutti zucchero-dipendenti e ci sembrano pochetti quei 25 grammi. Chissà che, abituandoci lentamente a ridurlo, ce ne venga meno voglia. Occhio alle etichette! Grazie e alla prossima puntata: superfoods.

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