21 febbraio 2020

Castelfranco

«LA MORTE DI VENTURA ALLONTANA LA VERITÀ»

Così Guido Lorenzon, l'insegnante che nel 1969 raccolse le confidenze di Giovanni Ventura

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«LA MORTE DI VENTURA ALLONTANA LA VERITÀ»

CASTELFRANCO - "Con la morte di Giovanni Ventura la verità sulla strage di Piazza Fontana si allontana di molto, di molto, di molto": lo ha detto oggi all'ANSA Guido Lorenzon, l'insegnante di Treviso che nel 1969 raccolse le confidenze del presunto terrorista, di cui era conoscente, sull'esplosione del 12 dicembre.

Lorenzon collegò alcune frasi di Ventura, che preannunciavano qualcosa di "grosso" che sarebbe accaduto di lì a poco, ed ebbe l'occasione di vedere casualmente prima dell'attentato un timer del tutto simile a quello usato alla Banca dell'Agricoltura, un'apparecchiatura che il giovane stesso gli avrebbe mostrato, senza tuttavia aggiungere altro.

"Il decesso di Ventura - ha aggiunto Lorenzon - è un fatto che insiste su due ambiti, il primo privato e il secondo pubblico. Sotto il profilo privato esprimo tutto il rispetto e il cordoglio per questa perdita. Sul piano pubblico invece devo riconoscere che si perdono forse - ha sottolineato - le ultime possibilità di fare chiarezza su quel terribile evento".

Lorenzon conobbe Ventura nel 1962, mentre svolgeva il ruolo di assistente per gli studenti interni del liceo classico "Pio X" di Borca di Cadore (Belluno), al quale il neofascista, originario di Castelfranco Veneto, era iscritto.

L'ultima volta che lo vide, ha riferito l'insegnante trevigiano, oggi giornalista, fu nel 1979, nei giorni del processo di Catanzaro. Un rapporto definito da Lorenzon "cordiale", tanto che i due si sarebbero anche intrattenuti nelle pause del processo a giocare a carte, nonostante egli fosse testimone d'accusa e Ventura imputato.

 

"Non ho commenti da fare, se non dire che mi dispiace per lui": aggiunge Giancarlo Stiz, il giudice di Treviso che, nel 1970, dette un contributo decisivo a spostare le indagini della Procura della Repubblica di Milano dalla pista anarchica a quella neofascista in merito alla strage di Piazza Fontana. "Mi dispiace - ha aggiunto Stiz - anche perché Ventura avrebbe potuto dire la verità".

 

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