03 giugno 2020

Vittorio Veneto

«GLI ALBANESI AL BANDO DAL LOCALE»

Ivan Cervellin, titolare del Victoria, intende chiedere i documenti (e la nazionalità) all'entrata del Victoria

| Emanuela Da Ros | commenti | (71) |

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VITTORIO VENETO - Al Victoria non passa lo straniero.

Dopo la rissa scoppiata sabato sera all'interno del locale frequentatissimo dai ragazzi, Ivan Cervellin (in foto) intende mettere dei paletti. Dei paletti "residenziali".

"L’increscioso episodio di sabato sera - spiega Cervellin - è stato causato da un gruppetto di albanesi. Delle teste calde, senza rispetto. Sono stati loro a provocare e molestare delle ragazzine, a comportarsi indegnamente. E sono stati gli albanesi a ricorrere alla violenza (uno dei ragazzi aveva rotto un bicchiere utilizzandolo come arma nei confronti di un barista e di un buttafuori). Per frenarne la prepotenza ho cercato la collaborazione dei carabinieri e ho chiesto aiuto e consiglio al sindaco Da Re.  Non è giusto che per colpa di pochi scalmanati senza arte né parte venga corrotta la bella atmosfera che si è instaurata al Victoria”.

Secondo Cervellin a provocare situazioni di tensione all’interno del locale sono gli stranieri. Per lo più gli albanesi. Ed è a questi che l’imprenditore vuole mettere un veto. Anzi: un divieto d’accesso.

“La legge non mi consente di esporre un cartello con scritto “Vietato l’ingresso agli albanesi” – aggiunge Cervellin. “Ma lo farei. Non è questione di razzismo, è che i facinorosi ormai li conosciamo. E conosciamo la loro nazionalità. Sono questi che scatenano risse, che diventano i protagonisti di azioni inqualificabili, che utilizzano la violenza per prevaricare. Non è questione di essere razzisti: è questione di buon senso.

Io voglio che i ragazzi che frequentano il locale siano protetti. Passino delle ore tranquille. E non debbano difendersi da aggressori con i quali è impossibile il dialogo. I carabinieri non possono far molti di fronte a questi individui. Io posso tenerli lontani dal locale. Sabato sera chiederò i documenti per far entrare i ragazzi. E gli stranieri noti per i comportamenti fuori luogo resteranno fuori, perché ribadisco: non ce l’ho con tutti gli albanesi, ma sono con alcuni ragazzi che, vista l’iterata inosservanza di ogni semplice norma, possono effettivamente diventare pericolosi”.
 

 



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Emanuela Da Ros

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