26 ottobre 2020

Nord-Est

“La Regione non ha competenze sulla scuola”

Lo dice oggi Zaia facendo il punto della situazione alla riapertura della scuola dopo il lockdown

| Lieta Zanatta |

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| Lieta Zanatta |

zaia conferenza

MARGHERA - Il governatore Luca Zaia fa il punto della situazione sulla pandemia Covid alla vigilia dell'apertura delle scuole nel Veneto per lunedì 14 settembre. Una spiegazione dovuta all'inquietudine e alle tante domande che hanno posto le famiglie, anche per iscritto, alla Regione Veneto.

“Non abbiamo una gestione in autonomia, quindi non abbiamo alcuna competenza sulla Scuola. Possiamo solo fissare la data di inizio delle lezioni in base a un calendario che deve garantire un certo numero di lezioni” specifica il Governatore, che inizia nel fornire un quadro della situazione sul Covid-19 alla data odierna.

Dal 21 di febbraio a sabato 12 settembre sono stati effettuati 1.703.418 tamponi, con 15.000 test giornalieri ad oggi. A questi si aggiungono 1.360.000 test rapidi (il Veneto è stato il primo in Italia a usare i test coreani e a chiedere una validazione allo Spallanzani). Quindi 3.063.418 test effettuati in totale su una popolazione di 4.900.000 persone. Il numero dei positivi ad oggi è di 24.667, + 138 nelle ultime 24 ore. “Ci sono più positivi perché vengono cercati” specifica il governatore. In isolamento ci sono 7.837 persone, - 71 nelle ultime 24 ore, un numero risultante dal processo di negativizzazione.

I ricoverati nel Veneto sono 151, + otto, ma nelle pneumologie o reparti malattie infettive, non nelle terapie intensive. Di questi 151, 99 sono positivi, dati raccolti in base al criterio dell'Oms e Istituto Superiore di Sanità. In terapia intensiva ce ne sono 18, quindi + 1 rispetto all'ultimo dato, di cui 12 positivi. I morti sono 2.141, + 3 nelle ultime 24 ore. I dimessi 3.969, dieci nelle ultime 24 ore. Due sono i dati da evidenziare. I sintomatici oggi sono 181, le persone in isolamento fiduciario 7.837. I sintomatici su tutti gli isolati sono 2,31%. Quindi abbiamo una quota di asintomatici vicina al 98%. Il dato più interessante è che i 181 sintomatici su 2.940 positivi, dimostrano che quasi il 94% non ha sintomi.

Durante una telefonata che ha fatto il governatore a Tokio, sono stati messi a confronto i dati dei due paesi che hanno confermato il trend, ovvero la grande percentuale degli asintomatici. Zaia ha anche tenuto in mattinata una lunghissima video conferenza con tutti i direttori generali delle aziende ospedaliere per fare il punto dello stato delle cose. La situazione che si presenta non è emergenziale dal punto di vista sanitario ospedaliero (solo 151 ricoverati e 18 in terapia intensiva). Ci sono dei micro-focolai, spesso familiari o aziendali, come il macello e la caserma Serena di Treviso, un asilo nido a Mussolente (VI), uno a Belluno e un altro nella Ulss 4 Orientale con un bimbo di due anni. Tutte situazioni comunque sotto controllo. Da dire che vengono mantenuti tutti i punti ospedalieri di accesso diretto, pronti in caso di una nuova ondata di Covid.

Coloro che lavoreranno all'interno dei seggi delle elezioni del 20 e 21 settembre, possono recarsi nei punti di accesso rapido delle Ulss per fare il tampone rapido. Accessibili sono ancora i Drive-in.

Sanità e Scuola.

Zaia chiarisce a tutti coloro che si sono rivolti alla regione per chiedere spiegazioni sull'apertura delle scuole e il comportamento da tenere. “La scuola non è gestita dalla Regione, che non ha quindi alcuna competenza sui programmi di studio o problemi inerenti all'organico scolastico, dei docenti e dei non docenti. I ruoli che la Regione può gestire sono solo: fissare la data di inizio delle lezioni sulla base di un calendario, per garantire un certo numero di lezioni, perché ogni Regione si basa poi sulle singole peculiarità”. L'apertura è fissata per lunedì 14 settembre, come del resto in quasi la totalità delle Regioni italiane. Quel giorno alle 16, il Presidente della Repubblica Mattarella sarà a Vo' Euganeo, paese dove si è per primo manifestato il Covid.

Si farà in modo che le scuole stiano chiuse il minimo indispensabile per le elezioni. I seggi verranno approntati da sabato pomeriggio, si perderà il lunedì e il martedì per le votazioni, ma il mercoledì si dovrà riprendere. Ma ciò non dipende dalla Regione, che non ha competenza sulle pulizie e sanificazione che si dovranno fare. Quello che dovrà fare la Regione è di applicare il piano di Sanità pubblica con le linee guida nazionali fornite dall'Istituto Superiore della Sanità.

“Non si deve abbassare la guardia – avvisa Zaia -, sperando non si ripetano situazioni come in Israele (che ha iniziato un secondo lockdown). Bisogna essere veloci nell'intervenire per circoscrivere l'eventuale problema che si manifestasse”.

Problema influenza stagionale.

Più avanti ci sarà l'influenza stagionale che potrà scatenare della psicosi per via dei sintomi che possono essere confusi, e quindi bisognerà agire su due piani. Perché chi magari ha la febbre influenzale rischia di dover fare gli accertamenti nei luoghi dove ci sono coloro affetti da Covid e rischia così di contrarre il virus. E' quindi importante tenere i pazienti lontani dai luoghi di assembramento sanitario. La Regione fornirà a breve gratuitamente i tamponi. È in corso una discussione tra regioni e governo per ridurre i tempi della quarantena e portarla da quindici a cinque – sei giorni.

La Regione sta lavorando per rendere disponibile a breve i tamponi salivari. Questo consentirà di fare un'auto-diagnosi che snellirà ogni cosa. 

In ogni scuola o istituto verrà individuato un referente Covid che si dovrà rapportare con il referente del Dipartimento di Prevenzione della Ulss, un meccanismo già rodato per altri tipi di malattie che si potevano manifestare (per esempio meningite).

In caso il bambino manifesti qualche sintomo sospetto inerente al Covid, viene portato fuori dalla classe e preso in carico da un operatore o insegnante di sostegno fino a che non arriveranno i familiari, avvertiti nel frattempo, per portarlo a casa. I genitori dovranno quindi chiamare il pediatra che vedrà cosa è opportuno fare. Se è necessario si approfondirà con il tampone rapido e, in caso di positività, si effettuerà il tampone di biologia molecolare. In caso quest'ultimo confermasse la positività, si interverrà sulla classe del bambino per fare un'indagine epidemiologica come si fa di solito in tutte le altre comunità. Si fa il tampone via via a tutta la classe, al personale docente e a quello scolastico che ha avuto a che fare con il piccolo. A seconda dei risultati, si andrà ad operare dove si verificano altre positività.

La classe dovrà essere tenuta in maniera omogenea. In caso di altri momenti di condivisione, come nel post-scuola che non ha la composizione della classe al mattino, dovranno essere tracciati tutti i presenti.

Altra cosa. Le mascherine, a partire dai bambini di sei anni, vanno tenute in tutte le situazioni dinamiche, cioè durante gli spostamenti dell'alunno o quando non ci saranno le condizioni per mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di un metro come andare in bagno, andare in palestra, andare in mensa. Da seduti, si terrà la mascherina sul banco.

Per i soggetti che hanno delle patologie che non sono in grado di tenere la mascherina, va aumentata la protezione da parte del docente. La fornitura delle mascherine deve farla la scuola. I bambini molto piccoli degli asili nido o materne non sono in grado di mantenere distanze, quindi i gruppi dovranno essere rintracciabili. I giocattoli della scuola devono essere continuamente disinfettati, e se un bambino porta un giocattolo da casa, bisogna fare attenzione che non venga scambiato con gli altri.

Se ci sarà poi un'evoluzione dello scenario, verranno prese delle misure man mano. La misurazione della temperatura, ai bambini fino ai sei anni, viene fatta al momento dell'accesso alla scuola.

Un elemento importante che va sottolineato, è il senso di responsabilità per i genitori nel portare i bambini a scuola. Se il bambino manifesta un sintomo, e la famiglia se ne accorge che non sta bene, bisogna mantenerlo a casa, perché poi il contagio non si ripercuote solo nella comunità scolastica, ma anche nella famiglia stessa e sui contatti amicali o lavorativi che sono nel frattempo intervenuti. La responsabilità ci deve essere anche da parte dei ragazzi delle scuole superiori che, se non stanno bene, devono rimanere a casa.

 


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