20 ottobre 2020

Treviso

“La valigia di Aran” il nuovo libro di Fulvio Ervas scritto con Andrea Antonello

La vita di Andrea attraverso la raccolta dei testi di “scrittura facilitata”, prodotti in quasi vent’anni: imperdibile!

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

“La valigia di Aran” il nuovo libro di Fulvio Ervas scritto con Andrea Antonello

TREVISO - Uscirà a fine ottobre il prossimo libro di Fulvio Ervas. Si intitola: “La valigia di Aran” e lo ha scritto con Andrea Antonello, il ventisettenne di Castelfranco veneto che dall’età di tre anni non soltanto “resiste” con l’autismo ma migliora ogni giorno, imparando sempre di nuovo a esprimere se stesso. Di lui, Fulvio Ervas ha già scritto: “Se ti abbraccio non aver paura”, da cui Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film.

Questo è però un lavoro davvero particolare, che l’autore ha accettato di raccontare in anteprima a OggiTreviso (nella foto la copertina del volume ancora in stampa). “L'idea non nasce da me ma dal papà di Andrea, che sentiva l'esigenza di raccogliere venti anni di scrittura facilitata, cioè  tutti gli scritti che hanno accompagnato suo figlio in questo viaggio non verso la sconfitta dell'autismo, ma a una migliore qualità della sua vita. E' una testimonianza della fatica, della quantità di risorse necessaria per fare dei passi che riducano il peso della disabilità”.

Il lavoro dello scrittore esperto, capace di introspezione ed empatia e soprattutto grande amico di Andrea, è stato di cernita e di cesello degli e sugli scritti di un bambino che tra gli otto e i ventisette anni si è fatto uomo. “E' una sequenza di domande e risposte - così funziona la scrittura facilitata al computer - in cui ho cercato di dare un ritmo narrativo, che rendesse i passi, il movimento di una evoluzione nella malattia; si raccontano  i mutamenti, il cambiamento, il viaggio, con tutte le sue contraddizioni: è la storia di un disabile "fortunato" perché ha una famiglia che lo sostiene, una famiglia con risorse, una famiglia con tenacia”.

E’ il punto sul quale Fulvio Ervas insiste sempre: “Se avessimo, collettivamente, più risorse e più anima, ogni disabilità peserebbe un po’ meno”. E il libro scritto a quattro mani mostra quanto la speranza e la forza emotiva possano incidere nella qualità di vita dei più deboli. E’ sì la storia di Andrea ma anche della sua ribellione all’ autismo e delle esplosioni di gioia vitale.

Nella quarta di copertina, che Ervas ci fa leggere in anticipo, c’è un invito, per tutti: “Andrea ci chiede ascolto, a volte ci spiazza smascherando le nostre finzioni. Ha una capacità stupefacente di andare oltre la superficie delle cose. Quel bel ragazzo forte ci guarda, sente come siamo davvero, e sa vedere cose di noi che non vediamo”.

 


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Roberto Grigoletto

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