21 settembre 2020

Castelfranco

“Ho rotto un orecchio alla statua di Adone e l’ho riattaccato con il chewing gum”

Un commento nella nostra pagina social che ha destato allarme ma era solo una burla di cattivo gusto

| Maria Elena Tonin |

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“Ho rotto un orecchio alla statua di Adone e l’ho riattaccato con il chewing gum”

POSSAGNO - Anche se aveva chiaramente i contorni della bufala, come Redazione di OggiTreviso, abbiamo sentito il dovere di segnalare a Museo e autorità un commento ad un nostro articolo sul danneggiamento della statua in gesso di Paolina Borghese, per evitare un possibile emulatore del maldestro austriaco che lo scorso 31 luglio ha danneggiato il gesso dell'opera canoviana.

Improbabile, ma non impossibile: la Gypsoteca ci ha aperto le porte per verificare di persona. Non solo l'Adone, anzi gli Adoni (che il commento citava come possibili opere deturpate), sono in ottima forma, pronti, riccioluti e tonici, ad accogliere i visitatori, ma abbiamo toccato con mano "l'aria che tira" in Gypsoteca. Archiviato quanto successo, il Museo si appresta a voltare pagina. Personale vigile, ma sereno: sono i giovani custodi e guide de Gli amici del Canova: non ci perdono di vista un attimo, ma li troviamo sempre discreti, sorridenti, attenti alle possibili domande, ma senza apprensione. Spiegano in modo chiaro le regole sia Covid che di rispetto del museo, ma non dimenticano di avvisare i bambini di prestare ben attenzione, se vogliono vincere il premio della caccia al tesoro.

 

"Quanto è successo rimane grave" spiega il sindaco di Possagno e vicepresidente della Fondazione Canova, Valerio Favero " ma non ci ferma. Non dimentichiamo che la straordinaria bellezza del museo è proprio la vicinanza non solo fisica, alle opere del nostro concittadino: questo è il suo studio, qui possiamo immaginare i suoi amici e i compratori passeggiare tra tantissime opere. Qui possiamo camminare noi, tra le sue opere, saggiarle, immergerci nell'ottocento." Il sindaco non manca di sottolineare, sorridendo, che se anche Sgarbi si è rabbonito nei confronti del signore austriaco, al resto del consiglio, tocca seguire le orme del presidente. "Certo" sottolinea Favero "il conto gli sarà mandato a casa e si presume salato." Non è ancora possibile, per ora quantificare il danno, che comprenderà, oltre al restauro, la parte più difficile da quantificare: il risarcimento per un'eventuale diminuzione di valore per un'opera non più integra.

Certo è che quanto successo, nel bene e nel male, ha acceso i riflettori su Possagno, che fa "numeri": oltre 300 sono stati i visitatori domenica scorsa, 352 sono stati invece coloro che sono entrati nel Tempio di Possagno, che custodisce "la sacra mano" dell'artista. Tempio e Gyposteca hanno staccato biglietto su biglietto, realizzando più entrate rispetto al solito, anche infrasettimanali come ieri, nonostante i giorni di chiusura introdotti dal Covid. "il nostro pubblico è di qualità" precisano dalla Gypsoteca "per lo più attento e rispettoso."

 

Anche in Tempio ricordano il turista austriaco: "Ho redarguito uno del gruppo, perchè aveva oltrepassato, nonostante il divieto, la corda divisoria rossa, per farsi le foto. E anche per quanto riguarda le indicazioni del vestiario con cui si entra nel Tempio, che per volontà del Canova è chiesa parrocchiale, molti dicono che non hanno visto i cartelli." sottolinea il custode del Tempio, Gianni Baldo, ricordando un aneddoto se non altro curioso: "Oggi con la videosorveglianza si vede tutto, ma non si può impedire tutto, alcune situazioni sono "imprevedibili", ad esempio i ragnetti rossi: più d'uno viene schiacciato sul bianco della statua, lasciando la scia, ma molti lo fanno inconsapevolmente e lo scorso anno fu un disastro."

Nel pomeriggio di oggi, il Consiglio di amministrazione post emergenza, con Vittorio Sgarbi: discusse con il direttore di Fondazione Canova le misure da attuare, in particolare l'installazione di cellule fotosensibili. La linea sembra comunque essere quella di non limitare la fruizione del Museo. Vittorio Sgarbi ha infine personalmente posizionato un divanetto, da cui ammirare in tutta sicurezza Paolina Borghese. 

 


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Maria Elena Tonin

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